bestemmia

Bestemmiare all’aperto: multe fino a 450 euro

Sono sempre più diffuse le ordinanze antibestemmia adottate dai Comuni italiani per sanzionare quella che spesso è una vera e propria abitudine di cattivo gusto e poco rispettosa. Se in passato era stato il Comune padovano di Montegrotto Terme a sanzionare il turpiloquio ove commesso in luoghi pubblici o aperti al pubblico, non sono mancate altre iniziative simili diffusesi in tutto il Belpaese.
Ultima, in ordine di tempo, è quella di Trieste che ha sottoposto a un’attenta revisione il “vecchio” documento comunale, datato 1926, aggiornandolo a tempi più moderni. Tra i comportamenti punibili emergono, ad esempio, l’elemosina (sia per chi la riceve che per chi la fa), fumare o bere alcol nei giardini pubblici, andare a prostitute, bivaccare o sdraiarsi su marciapiedi o panchine e anche bestemmiare.
Le crociate del vicesindaco di Trieste Pierpaolo Roberti sono tutte contenute nella bozza del nuovo regolamento della polizia urbana, ben 24 pagine che hanno già incassato il primo via libera dall’aggiunta e che dovranno passare al setaccio delle circoscrizioni prima di giungere innanzi al Consiglio Comunale per l’esame e l’eventuale approvazione definitiva.  Chi viene sorpreso a bestemmiare “o proferire turpiloquio” all’aperto rischia fino a 450 euro di multa. Ma la bestemmia, stante il suo disvalore sociale, ha rappresentato in ogni caso un comportamento penalmente rilevante, se avvenuto in pubblico, sino al 30 dicembre 1999, quando è entrato in vigore il decreto legge numero 55/1999 che, con l’articolo 57, hadepenalizzato tale fattispecie.  Ciò non significa che, oggi, la rilevanza del fatto sia del tutto scomparsa, essendosi unicamente spostata dal piano penale a quello amministrativo: l’art. 724 del codice penale, infatti, precisa che “Chiunque pubblicamente bestemmia, con invettive o parole oltraggiose, contro la divinità è punito con la sanzione amministrativa pecuniaria da cinquantuno euro a trecentonove euro“. La disposizione in esame trova la propria ratio nell’esigenza di garantire il rispetto delle regole civili, sottese alla società organizzata.  La norma di riferimento potrebbe trovare applicazione anche se la bestemmia venga scritta su Facebook, essendo incontestabile, infatti, che ciò che si scrive sul social network sia paragonabile a ciò che si dice in pubblico.
Il blog cattolico Pontifex ha avviato, a tal proposito, una vera e propria battaglia contro tutti quei gruppi Facebook nei quali ci si lascia andare alla blasfemia in maniera incontrollata. Lo sanno bene le pagine “Radio Bestemmia”, “Club della bestemmia” e “Confraternita dei frati bestemmianti”, denunciate proprio da tale blog già da diversi anni.

Fonte: http://www.studiocataldi.it/






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