Caso Soficoop: sfratto per gemelli disoccupati, interviene il Movimento 5 stelle

SOMMA VESUVIANA- “Non consentirò che lo Stato getti in mezzo ad una strada famiglie oneste e perbene. Questa mattina ho assistito una delle decine di nuclei familiari residenti nelle palazzine residenziali Soficoop, destinatarie di un’ordinanza di sfratto esecutivo. E’ paradossale vedere palesati i danni sulle persone provocati dalla inettitudine del Governo, da un lato, con i suoi silenzi alle interrogazioni, e della Regione Campania, dall’altro, che non ha dato seguito alla nostra proposta di farsi parte attiva per trovare una soluzione“. Così il senatore del Movimento 5 Stelle, Sergio Puglia, che questa mattina si è recato in un’abitazione dove risiedono due giovani fratelli, Salvatore e Marcela Cerza, di 21 e 24 anni, entrambi disoccupati, figli adottivi di una coppia divorziata. Dal giorno della separazione dei genitori, Salvatore e Marcela vivono da soli in uno degli appartamenti di via Venezia, a Somma Vesuviana, edificate dalla società cooperativa Soficoop. Entro oggi i fratelli Cerza avrebbero dovuto lasciare la loro casa, in quanto destinatari di decreto di sfratto.

“Per ora ha prevalso il buonsenso – sottolinea Puglia -, il rilascio immediato è stato scongiurato e grazie alla nostra intercessione è stato deciso di concedere a questi ragazzi il tempo utile perché trovino una sistemazione adeguata. Ma la situazione per le 50 famiglie è gravissima, solleciteremo ancora il Governo e la Regione”.
“Sono quasi 40 anni – ricorda il senatore M5S – che non si riesce a individuare una soluzione per i residenti di via Milano. Da quando è stato consentito ad una società, la Soficoop, di edificare palazzine su suoli mai espropriati ai legittimi proprietari, e di vendere gli appartamenti realizzati a cittadini che hanno pagato, con non pochi sacrifici, gran parte della cifra pattuita. Gente che ora rischia di essere messa alla porta, a causa anche della negligenza di amministrazioni comunali che si sono avvicendate in tutti questi anni a Somma Vesuviana, nonostante il Comune fosse incaricato di vigilare sulla correttezza delle procedure di costruzione e successiva vendita dei lotti Soficoop”.


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