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Roccarainola, strage di cinghiali e cani nella Foresta Demaniale

ROCCARAINOLA (Nello Lauro Il Mattino) – Una strage continua in un luogo incantato della natura. Cinghiali, cani, ma anche piccoli animali del bosco. Nel Parco Regionale del Partenio e in special modo nella Foresta Demaniale di Roccarainola continua a consumarsi la carneficina della pregiata fauna locale per mezzo delle mani insanguinate dei bracconieri dell’area. Tre di questi cacciatori di frodo  (uno di Cervinara, uno di San Felice a Cancello e uno di Roccarainola) sono stati identificati dagli uomini del Corpo forestale dello Stato della stazione di Roccarainola come gli autori dell’ennesimo attentato alla vita dei cinghiali che popolano la foresta incantata. Un attentato disinnescato grazie al lavoro della divise verdi della Forestale che quotidianamente presidiano e controllano il vasto territorio dell’ente regionale, che va da Cervinara ad Arienzo e racchiude ventitrè paesi per quattro province e si estende su oltre 900 ettari con 100mila piante, diverse specie rare e pregiate e due ettari riservati a uno dei 16 vivai più importanti della Campania. Nel corso dell’ultima perlustrazione svolta gli agenti hanno rinvenuto nell’area della Foresta demaniale cinque trappole per cinghiali, crudeli strumenti di morte utilizzati dai cacciatori per catturare gli ungolati, incuranti delle atroci sofferenze inflitte loro. I micidiali lacci autostringenti sono infatti alcuni degli strumenti più utilizzati dai cacciatori per mettere in trappola gli animali. Oltre ad essere illegali, questi lacci di acciaio sono pericolosissimi perché fanno strage di animali e mettono a rischio anche gli uomini che malauguratamente dovessero calpestarli. Si tratta di cappi a nodo scorsoio che vengono posizionati tra erba o sassi così da risultare invisibili all’animale. Una volta che quest’ultimo ci è finito dentro con una zampa o con il resto del corpo, inizia una lunga e terrificante agonia. L’animale perde l’arto o muore dissanguato, consentendo al bracconiere di agire indisturbato sui suoi poveri resti. Una pratica barbara e purtroppo molto diffusa nella Foresta Demaniale di Roccarainola, area in cui dall’inizio dell’anno sono stati così uccisi almeno venti cinghiali e due cani, incappati nelle trappole e morti. Nell’ultimo caso gli agenti del Corpo Forestale dello Stato hanno rinvenuto cinque trabocchetti e li hanno eliminati salvando così la vita agli animali, mentre attraverso indagini hanno scoperto la provenienza dei bracconieri che sono in via di identificazione. Il bracconaggio è una pratica diffusa dietro la quale, in certi casi, si può nascondere un vero e proprio mercato nero di carni pregiate non controllato. Il Codice penale lo sanziona come reato, ciononostante una normativa non efficacissima e il fatto che spesso non si riesca a risalire ai bracconieri, rende la loro presenza ancora molto attiva a scapito della fauna protetta.

 


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