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Cicciano, clochard salvato dalle fiamme e dal gelo: l’appello del sindaco

CICCIANO (Nello Lauro- Il Mattino)- Lo hanno salvato dalle fiamme, ora lo vogliono strappare dal «generale inverno». Sono giorni ancora più difficili per «Non lo so», il barbone extracomunitario che vive da 20 anni in un rudere abbandonato alla periferia di Cicciano. Pochi giorni fa fu salvato dai carabinieri di Cicciano e dai vigili del fuoco del distaccamento di Nola durante un pauroso incendio che aveva quasi distrutto la masseria Serraglio diventata la sua dimora. Ieri mattina il primo cittadino Raffaele Arvonio ha disposto che i vigili urbani accompagnassero l’uomo nel dormitorio del centro Caritas «Don Tonino Bello» a San Giuseppe Vesuviano, struttura della diocesi di Nola che aderisce al progetto «emergenza freddo». «Non lo so» è già stato a San Giuseppe Vesuviano per un po’ di tempo, non ha documenti e l’ufficio immigrazioni di Napoli è mai riuscito a risalire alle esatte generalità (ha i polpastrelli consumati al punto di non poter rilevare le impronte digitali). È una persona mite e tranquilla che non parla e non socializza. Da un sopralluogo ieri, di buon mattino, degli operatori della polizia locale, «Non lo so» era apparso denutrito e con abiti a maniche corte e si è rifiutato di coprirsi e di mangiare, per poi essere convinto dagli agenti a salire in auto ed essere accompagnato e nutrito al dormitorio ai cui responsabili il sindaco Arvonio ha chiesto e ottenuto il ricovero per superare l’emergenza freddo di questi ultimi giorni. Lo stesso sindaco ha lanciato un appello ai cittadini per segnalare altri casi simili al comune, forze dell’ordine o Caritas parrocchiale affinché siano scongiurate tragedie» come quella di Angelo Lanzaro, 44enne di Visciano, ucciso dal freddo in un palazzo abbandonato al centro di Avellino.


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