Ospedale di Nola, i sindacati: una vergogna denunciata da anni

NOLA- “Sono anni, ormai, che questo sindacato lamenta e denuncia la mancanza di personale, presidi, suppellettili e tutto ciò possa servire a garantire un’adeguata assistenza ed ecco verificarsi lo “scempio” dell’Ospedale di Nola, con pazienti visitati a terra”. Dopo il caso, finito sulle cronache nazionali, del nosocomio nolano, interviene la Federazione sindacati indipendenti. “E’ scandaloso e inaccettabile-continua la nota- È bene ricordare che il presidio in oggetto è dotato di circa 120 posti letto e dovrebbe “servire” un bacino d’utenza di circa 600mila persone con un personale ridotto all’osso: infatti, mancano all’appello circa 90 operatori socio sanitari che potrebbero aiutare gli infermieri che, ormai, non riescono nemmeno a coprire più i turni di lavoro e sono costretti a lavorare in condizioni da “ospedale da campo” come dimostrano anche le immagini che stanno facendo, purtroppo, il giro del mondo”.

“Una delle nostre proposte- dichiarano i sindacalisti- riguarda la “deospedalizzazione” che dovrebbe essere accompagnata dall’avvio di una capillare assistenza domiciliare di cui, ad oggi, non c’è traccia: questa servirebbe a decongestionare i flussi del Pronto soccorso-Osservazione breve intensiva, nonché un notevole risparmio per l’Azienda, ma tant’è”.

“Ma il caso del “Santa Maria della Pietà” è solo la punta di un iceberg che dà il polso di una situazione che riguarda un po’ tutti gli ospedali della Campania e la cosa che fa più sorridere (si fa per dire) è che Ministero e Regioni, che rivendicano, bontà loro, di risparmiare sulla Sanità tagliando tutto ciò che si possa tagliare, a partire dai posti letto, passando per i “letti tecnici” (barelle) e, finanche, sul personale ridotto allo stremo, poi, in maniera ipocrita, quando avvengono queste emergenze, cercano solo un “capro espiatorio” da dare in pasto all’opinione pubblica, senza mai riflettere sui perché e, soprattutto, senza mai assumersi le conseguenti responsabilità. Vergognoso e inammissibile”.

Infine il sindacato “esprime la più sentita solidarietà ai medici, agli infermieri, alle organizzazioni sindacali e al personale tutto che, nonostante si lavori in condizioni di estremo disagio (eufemismo), riescono a garantire i livelli essenziali di assistenza e, nel contempo, stigmatizza la mancanza di risposte da parte dell’azienda, nonché degli organi preposti alla programmazione e al controllo di tutte le attività”.



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