Polveri sottili, dati choc dell’Arpac: nel Nolano il Capodanno più inquinato d’Italia

Antonio Falcone, sindaco di San Vitaliano

SAN VITALIANO  (Nello Lauro – Il Mattino) – Nella terra dei fumi si respira sempre peggio. I nuovi dati resi noti dall’Arpac per l’area nolana sono sconcertanti. A Capodanno la centralina di San Vitaliano ha registrato il valore record di polveri sottili (PM10) di 392 ug/m.c. (+15% rispetto allo scorso anno, il 1 gennaio 2016 raggiunse 333 ug/m.c.), dieci volte il valore medio giornaliero consentito dalla legge che è di 50. Una situazione quella dell’inizio dell’anno simile ad Aversa (valore 308, 6 volte superiore) e grave ad Acerra (valore 187, 3 volte superiore), Pomigliano d’Arco (valore 168, più del doppio), Maddaloni (159) e Portici (99, il doppio del valore consentito). Sotto i 100 ma oltre il limite anche Caserta (82) e Napoli (65). Aria davvero irrespirabile, dovuta anche ai botti del Capodanno, ma la situazione nell’area nolana è allarmante già da tempo. Solo nello scorso anno il limite massimo di 50 unità giornaliere per le polveri sottili Pm 10 è stato sforato a San Vitaliano per 78 volte (il limite per legge non deve superare le 35 volte in un anno), mentre a Tufino, con dati non aggiornati, più di 40. A Torino, considerata dalla stampa la città più inquinata d’Italia, gli sforamenti sono stati  64.  A Napoli, dove si è limitata la circolazione del traffico, sono 58. E in questo inizio di 2017 i dati sono anche peggiorati. “Mai in Campania si è raggiunto un picco così elevato, paragonabile solo a quelli riscontrati nelle grandi metropoli cinesi”. “Dal 15 dicembre l’Arpac continua a non divulgare i dati nelle aree vicine agli impianti di trattamento rifiuti, come lo Stir di Tufino.Perché le istituzioni fanno finta di niente?” chiedono i rappresentanti di Legambiente Nola.  Il sindaco di San Vitaliano Antonio Falcone risponde così: “Noi siamo uno dei pochi comuni dove è installata la centralina quindi siamo quelli più esposti mediaticamente, ma la situazione riguarda l’intera area”. “Sappiamo per studi effettuati da esperti – continua il primo cittadino – che il 30% di questi valori sono dovuti all’accensione dei camini: per questo lo scorso anno e quest’anno ho firmato un’ordinanza che vieta a chi ha camini senza abbattitori e anche fonti alternative di riscaldamento di spegnerli. Gli stessi commercianti e i panifici di San Vitaliano sono stati responsabili e hanno installato a loro spese abbattitori per venire incontro alle esigenze della città e rispettare la legge”. “Ma questo non basta. Anzi. Ho già incontrato i sindaci dell’area e li rivedrò ancora: ho chiesto a tutti di adottare la stessa ordinanza, ma a parte Pomigliano d’Arco, nessuno mi ha ancora ascoltato. Non ho intenzione di fermarmi – tuona Falcone – e se non mi dovessero dare ascolto denuncerò tutti i miei colleghi alla Procura della Repubblica”. “Non è giusto – è un fiume in piena il sindaco di San Vitaliano – che solo da noi i commercianti hanno speso soldi e da altre parti c’è indifferenza: il vento è democratico e le polveri sottili colpiscono tutti”. “Aspettiamo – conclude Falcone – anche una risposta dal vicepresidente della Regione Bonavitacola, ma abbiamo sempre meno tempo: mentre il medico pensa, il malato muore”.  Altro che campanello d’allarme, qui è da sirena da bombardamento antiatomico. Benvenuti nel Nolano, la terra dei fumi.

 







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