Sottrae cosmetici e 170mila euro alla farmacia in cui lavora

CASERTA- Ruba denaro e cosmetici nella farmacia in cui lavora. Per questo un 48enne di Caserta, Patrizia Di Domenico, è stata arrestata dai carabinieri e si trova ai domiciliari. La donna è ritenuta responsabile di furto di ingenti quantità di prodotti cosmetici e denaro contante, aggravato dalla destrezza, dall’uso del mezzo fraudolento e dall’abuso della condizione di prestazione d’opera continuato, commesso all’interno della farmacia “Natale” dove svolgeva, quale dipendente, le mansioni di addetta alla cassa cosmetici. Le indagini sono state attivate nel mese di settembre 2016 a seguito della denuncia sporta dalla titolare della farmacia che, insospettita dagli ultimi bilanci negativi dell’attività, aveva effettuato dei controlli accertando che nei soli primi cinque mesi dell’anno si era registrato un ammanco di circa 170.000 euro in soli cinque mesi di osservazione. L’attività investigativa, condotta dai militari dell’Arma ha permesso di accertare che gli ammanchi, con conseguente registrazione di ingenti passività, era direttamente riferibile alla indagata, la quale, tradendo la fiducia in lei riposta, aveva creato un vero e proprio sistema fraudolento, attuato con cadenza quotidiana attraverso il ricorso a raffinate procedure telematiche, per appropriarsi di parte dell’incasso della farmacia, nonché di diversi prodotti in vendita. In particolare, attraverso il monitoraggio dei locali della farmacia, si è scoperto che la Di Domenico in alcuni casi poneva in vendita i prodotti senza emettere gli scontrini fiscali, in tal modo appropriandosi del relativo importo economico corrisposto dall’avventore; in altri, procedeva ad effettuare telematicamente modifiche della giacenza del magazzino mediante la procedura denominata “scarico manuale”; in ulteriori occasioni, fatturava farmaci e prodotti praticando sconti inconsueti ( sino al 99%) ed ancora, più semplicemente, prelevava con destrezza i prodotti dagli scaffali per poi recarsi all’esterno del negozio, eludendo le telecamere del sistema di video sorveglianza della farmacia ed occultando la mercé all’interno della propria autovettura. L’adozione delle indicate fraudolenti procedure trovava il suo epilogo nella procedura di chiusura giornaliera della cassa, occasione in cui la Di Domenico tratteneva per sé la differenza tra il denaro effettivamente incassato e quello che aveva fatto risultare dalla chiusura di cassa, conseguendo in tal modo un indebito profitto di diverse centinaia di euro al giorno.







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