Arresto Sommese, il giallo degli appunti nell’agenda sequestrata

CIMITILE- Il Tribunale del Riesame deciderà se l’ex assessore regionale Pasquale Sommese debba restare in carcere. I suoi legali, gli avvocati Angelo Pignatelli e Vincenzo Maiello, hanno presentato istanza di scarcerazione sulla quale i giudici dovrebbero pronunciarsi nei prossimi giorni. Nel frattempo Sommese resta in carcere a Poggioreale dove, stando a quanti hanno potuto incontrarlo nei giorni scorsi, è in condizioni di salute discrete sebbene molto provato. Quando è stato arrestato il consigliere regionale, che ha già avuto problemi di salute nel recente passato, ha accusato un malore ma è stato poi trasferito presso l’istituto di pena napoletano dove si trova ormai da sette giorni. Solo sabato scorso ha potuto allontanarsi dalla struttura per sottoporsi all’interrogatorio del giudice per le indagini preliminari Federica Colucci, dinanzi alla quale ha risposto parzialmente. Sommese ha sostenuto e ribadito più volte, nel corso del colloquio, la propria estraneità ai fatti che gli vengono contestati e dichiarato che si tratta solo di “millanterie” di persone che hanno voluto sfruttare il suo nome importante ed il suo incarico per ottenere favori. Un interrogatorio breve nel quale Sommese si è in pratica limitato a respingere le accuse che gli sono state risolte, relative a quattro presunti episodi di corruzione (per appalti al Comune di Riardo, Alife, Cerreto Sannita, Mostra d’Oltremare). Non ha voluto proseguire l’interrogatorio punto per punto preparato dal gip ed ha ribadito di avere sempre agito in trasparenza e di non avere competenze, in base ad una delibera di giunta approvata già prima che diventasse assessore, nella erogazione di finanziamenti. La parola passerà a breve al Riesame che dovrà decidere se sussistano i motivi per insistere nella misura cautelare del carcere. Nel frattempo continua il focus degli inquirenti sull’inchiesta: nel mirino ci sarebbero altri cinque appalti oltre ai 18 già al centro dell’indagine culminata nei 69 arresti. Un ruolo importante al fine di sbrigliare la matassa investigativa potrebbe essere un’agenda, scrive “La Repubblica” che contiene in particolare due fogli: su una delle pagine un elenco di 11 nomi riconducibili pare a gare di appalto e accanto ad esse un numero: appunti sequestrati ad Antonello Sommese, nipote di Pasquale ed anche lui arrestato, nel luglio del 2015 e ancora da decifrare ma che ricondurrebbero a presunte tangenti pagate al politico ed al collaboratore.I dati contenuti nell’agenda si riferiscono agli interventi finanziati con interventi pubblici- si legge nell’ordinanza-ovvero alle procedure ad evidenza pubblica in relazioni alle quali sono emerse le condotte illecite poste in essere da Antonello Sommese sotto la regia dell’assessore Pasquale Sommese”.







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