Baianese, i disservizi postali “colpa” dei Comuni: l’ira del sindaco Alaia

AVELLA (Bianca Bianco)- La posta non arriva? E’ colpa vostra. Oltre il danno ed il disservizio, arriva anche la beffa. Una lettera intestata a Poste italiane ed inviata all’associazione Konsumer Italia, che segue decine di casi di utenti del Baianese danneggiati dai ritardi nelle consegne della posta, ribalta il problema che da mesi attanaglia la comunità del Mandamento: se lettere e raccomandate non arrivano- si legge nella nota- è colpa delle carenze dei Comuni. Un responso che ha lasciato di stucco i consumatori da mesi sul piede di guerra, insieme ai primi cittadini dei sei paesi del comprensorio, perché i servizi di Poste italiane si sono fatti sempre più carenti. La questione è stata sollevata in più sedi: dalle stanze della Prefettura (cui i primi cittadini si sono rivolti nelle scorse settimane) alle aule di tribunale dove l’associazione Konsumer conta di trascinare la società postale per risarcire i cittadini danneggiati da ritardi e mancanze. Ora arriva la risposta, indirizzata alla delegata per il Baianese di Konsumer, l’avvocato Lina Trionfo. Il legale aveva inoltrato le rimostranze dell’associazione e degli utenti in particolare di Avella, ma Poste italiane ha risposto “picche”: “Ci scusiamo con i cittadini- scrive il responsabile per i rapporti con le associazioni- per eventuali disagi subiti, ma corre l’obbligo di precisare che ai rallentamenti hanno contribuito alcune difficoltà legate a caratteristiche proprie del territorio”. Queste caratteristiche indicate consistono in “carenza di numerazione civica- continua la lettera-, assenza di cassette delle lettere in molte abitazioni, presenza di cassette prive del nominativo dell’intestatario ed una toponomastica carente”. Per quanto riguarda invece le responsabilità del gestore, nella stessa lettera si ammettono dei “rallentamenti” dovuti ad una “ ampia riorganizzazione del servizio” ma si assicura che i postini “pongono il massimo impegno nel loro lavoro”. In pratica, fermo restando i problemi organizzativi, in base a quanto scritto se in un territorio di 25mila persone e sei paesi c’è un generale malcontento è perché manca una adeguata indicazione di strade e case e non ci sono caselle postali. Giustificazione che fa infuriare il sindaco di Sperone Marco Alaia: “Poste italiane si nasconde dietro un dito- afferma-. I nostri comuni fanno i censimenti decennali e attraverso questi strumenti aggiornano anche la toponomastica e chiedono ai cittadini l’indicazione dei numeri civici e dei nomi sulle caselle postali. Si sta aggirando il problema reale che è quello della mancanza di portalettere. Ce ne sono pochi e sono stagionali. Abbiamo chiesto l’intervento della prefettura, a questo punto non resta che rivolgersi alla procura”. Procura cui si è già rivolta con un esposto l’associazione Konsumer che in questi mesi ha raccolto decine di denunce di utenti che hanno subito danni gravi ed ora chiedono un risarcimento attraverso una class action.







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