La prima volta di Giuseppe Tarantino, comizio coi big Cuomo e Manfredi

di Bianca Bianco

Giuseppe Tarantino

Giuseppe Tarantino

CICCIANO- “Cicciano al primo posto” è lo slogan che campeggia sui manifesti e fa da sfondo sul palco della lista “Uniti per Cicciano” che domenica 12 maggio ha debuttato alle 21 in piazza Mazzini. Il battesimo della piazza per Giuseppe Tarantino, aspirante primo cittadino alla sua prima candidatura, è stato ‘riscaldato’ dalla presenza di due parlamentari: Enzo Cuomo, senatore del Pd ed ex collega di Tarantino presso l’Asl Napoli 1 e Massimiliano Manfredi, deputato dei Democratici. Assente il pidiellino Franco Nappi che con la sua presenza avrebbe in verità reso ancora più concrete quelle ‘larghe intese’ da cui è nata la lista di Tarantino, esponente del Pd con molti del centrodestra in lista. “La vita è bella” è stata la colonna sonora della serata, inaugurata nei comizi con l’intervento di Enzo Cuomo. L’ex sindaco di Portici dopo avere ricordato i trascorsi da colleghi con il candidato sindaco, ha dato il proprio sostegno alla sua ‘causa’: “E’ un compito facile parlare di lui perché lo conosco, ed è stata una piacevole sorpresa ritrovarlo candidato. Evidentemente la mia esperienza è stata un virus positivo che lo ha contagiato. A lui spetterà da sindaco un ruolo difficile, quello di recuperare il ruolo e la centralità di questa zona. Per un sindaco, che è soprattutto un buon padre di famiglia, è necessario occuparsi dei problemi della gente, della disoccupazione dilagante, dei problemi delle donne. Fortunatamente Peppe ha una squadra competente, entusiasta e capace ed io da parlamentare mi porrò al loro servizio”. Dopo il neo senatore, il neo deputato Massimiliano Manfredi: “Serve un sindaco che abbia a cuore le sorti della città. E Peppe, sebbene timido, perché lui preferisce la sostanza all’apparenza, riuscirà a fare molto per il suo paese. Con lui ci sarà uno scatto in avanti, dovranno finire le guerre intestine per fare il salto di qualità. Per fare questo serve una classe dirigente libera, seria e compatta”. Unica candidata chiamata sul palco a parlare dopo gli interventi dei due deputati, Carmela De Riggi, consulente d’impresa che ha auspicato per la cittadina del Palio “finalmente una amministrazione stabile che soddisfi le esigenze dei cittadini e delle fasce deboli. La nostra lista nasce dall’unione di forze positive che hanno messo al bando i personalismi e Tarantino, scelto dopo avere vagliato diversi curriculum, rappresenta il nuovo e la competenza. La scelta del suo nome non è stato un caso, ma è stata strategica e vincente”. Tocca proprio al candidato alla fascia tricolore, il 45enne Responsabile del Servizio Bilancio Asl Napoli 1 Centro, concludere la serata. Anche lui come Arvonio si affida ad un discorso scritto e non parla a braccio, emozionantissimo: “Sono carico di speranze- afferma-. So di avere il supporto di tutti voi e delle persone a me vicine, e sono felice di iniziare la campagna elettorale nel giorno della festa della mamma e con una squadra di donne molto forte”. Tarantino ha subito accennato al programma, modificato dopo le recenti polemiche sul fatto che fosse copincollato da quello della lista di Francescantonio Galasso di due anni fa, ed oggi ridotto in nove punti illustrati in una brochure e sul palco attraverso delle sintetiche slide proiettate. “Il programma- sgombra il campo- è frutto di dibattito e dei suggerimenti dei cittadini”. Rispetto alla lista: “E’ nata da grande entusiasmo, dall’esperienza, dall’integrità morale e dalla serietà di comportamenti”. Poi una stoccata a chi lo ha criticato per avere candidato molti ‘ex’ amministratori: “Basta con questa ondata di antipolitica, non passi l’equazione per cui il nuovo è buono ed il politico di esperienza è corrotto”. Nel programma spiega “si pone grande attenzione alle fasce deboli, è un programma scevro da interferenze proposto da una lista che, come a livello nazionale, nasce da larghe intese e dalla convergenza di anime diverse”. Dopo avere citato Nicola Cusano, Giorgio La Pira e Karl Popper, Tarantino è poi passato ai ‘nove punti’ del suo programma, aiutandosi con delle slide. “Non ci chiuderemo nel palazzo- ha concluso-. Saremo pronti al dialogo con tutti i cittadini, anche chi non ci voterà. Grazie a loro questo programma potrà essere integrato e migliorato”. Come accaduto per “Paese Futuro” di Arvonio, nessun riferimento alla controparte se non un diplomatico “in bocca al lupo” alla fine del comizio.

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