Viaggiare, che odissea

Ecco le ‘carrette’ della 7bis, le avventure degli studenti nolani sui bus della disperazione

 Far West “abusivi”. Sono tanti, sono ‘scassati’, sono inaffidabili e si fanno una concorrenza spietata: sono gli autobus (oseremmo definirli le carrette della 7bis, e tra poco capirete il perché), che ogni giorno conducono negli istituti scolastici di Nola centinaia di ragazzi dell’hinterland nolano, dell’area vesuviana confinante con la città dei Gigli, di Acerra e di altre località. Vetture spesso prive di assicurazione, obsolete, guidate da autisti ‘di giornata’ su cui si viaggia come in scatole di sardine. E’ la crisi del trasporto locale, bellezza. La Circum ti lascia a piedi, l’Eavbus porta a spasso il suo fallimento societario, spostarsi diventa proibitivo anche per i costi, e allora ci si rivolge all’abusivo, l’eterna risposta campana all’emergenza. Solo che qui stiamo parlando di autobus che trasportano ragazzini (che si infilano nei pullman restando spesso in piedi) e che compiono ogni mattina una serie di violazioni al codice della strada ed alle norme di sicurezza da far rabbrividire. Una illegalità sotto gli occhi di tutti, venuta fuori negli ultimi mesi grazie al costante lavoro di controllo e repressione della Polizia stradale di Nola, guidata dal comandante Sabato Arvonio. Si tratta, è bene sottolinearlo, di un business non nuovo, ma che negli ultimi tempi, considerata la crisi palese dei trasporti regionali, ha assistito ad una rapida ascesa. Lo dimostrano i risultati portati a casa dalla Polstrada a Nola e dintorni. Gli uomini del comandante Arvonio hanno effettuato controlli a pullman diretti a Nola, provenienti da Palma Campania, Ottaviano, Cimitile, Cicciano, Roccarainola, Marigliano, Avella. Sono decine le ditte che si occupano del trasporto pendolare, ma sei in particolare sono finite nella maglie della polizia, che effettua solitamente i controlli per due giorni alla settimana, dalle 7 alle 8,30. Gli autobus ‘beccati’ dagli agenti non sono usciti indenni dalle verifiche. In tutti i casi i mezzi (di solito obsoleti bus turistici con decenni di attività accumulati e condizioni non proprio ottimali) risultavano sovraccaricati di passeggeri. Un pullman infatti per la legge può trasportare massimo 52 passeggeri a sedere. In un caso, la Polizia stradale nolana ha contato 75 studenti (tra seduti ed in piedi), stipati come animali. Quattro di loro, quattro ragazze, sedevano addirittura sul cruscotto e conversavano amabilmente con l’autista. Ma il sovrannumero non è l’unica infrazione. Tra le infrazioni ‘minime’ rivelate dai poliziotti, la mancanza dei martelletti, ovvero quei dispositivi che consentono di infrangere il finestrino in caso di emergenza. La giustificazione per la mancanza del martelletto è sempre la stessa, da parte delle ditte: “Li togliamo perché i ragazzi ci giocano e si fanno male”. Le infrazioni più gravi sono la mancanza di copertura assicurativa (in una sola mattinata la Polstrada ha scovato quattro mezzi senza assicurazione) e di autorizzazioni per il trasporto scolastico. Poi ci sono gli autisti. Spesso sono lavoratori ‘a nero’, quindi non assunti con contratto ma a giornata, con compensi che vanno da 30 a 40 euro al giorno. Anche la loro condotta di guida finisce spesso nel mirino delle divise blu: viaggiano senza allacciare la cintura, parlano al telefonino, consentono ai passeggeri di sedere sul cruscotto. Insomma, guidano a volte nella completa illegalità, con gravi rischi per i ragazzi. Questi ultimi, sono le vere vittime di questi viaggi della speranza. Sono centinaia, partono dai paesi del Nolano e devono raggiungere gli istituti scolastici di Nola. Non si affidano agli abusivi per ‘vezzo’ o (solo) per risparmiare, ma soprattutto perché non vogliono rimanere appiedati per colpa di scioperi e disservizi delle aziende regionali. E allora insieme alle famiglie si rivolgono a queste ditte abusive. Pagano abbonamenti molto meno costosi: dai trenta ai quaranta euro al mese, una bella sforbiciata nei conti familiari. Solo che pagano senza ricevere ricevute fiscali: spesso queste ditte sono completamente sconosciute al fisco. Arrivano sicuramente a destinazione, gli studenti, ma viaggiano male, in piedi. E infatti sono proprio loro, come certifica la Stradale, ad essere i principali ‘collaboratori’ dell’attività della Polizia. Perché sono spesso i giovanissimi viaggiatori a segnalare come sono costretti a viaggiare. In uno degli ultimi controlli, la Polstrada ha scoperto l’autobus con 75 persone a bordo (e 4 sul cruscotto) proprio perché un quindicenne li aveva chiamati: “Venite, stiamo viaggiando come bestie”. L’autobus in questione veniva da Cimitile. Sono viaggi sulla corsia dell’illegalità, quelli che i nostri ragazzi spesso affrontano per andare a scuola, dove poi vengono loro insegnati l’educazione civica ed il rispetto per le norme e per gli altri, e dove apprendono anche talora i rudimenti del codice della strada. Un paradosso inaccettabile, l’ennesimo nel Nolano, troppo spesso patria dei comportamenti illegali e immorali. Dove chi ti porta a scuola è sconosciuto all’Inps, guida mezzi di ditte sconosciute al Fisco e viaggia in spregio alla sicurezza dei passeggeri. Una situazione insostenibile, contro la quale le armi delle forze dell’ordine sono poco affilate. Le sanzioni sono certamente pesanti (140 euro per ogni passeggero in più rispetto al consentito) e 840 euro se non hai l’assicurazione; in questo ultimo caso l’autobus viene pure sequestrato. Multe salate e rischi, che però non pregiudicano il mercato dell’abusivo. Un po’ perché gli agenti non hanno il dono dell’ubiquità e non possono occuparsi solo di questo; un po’ perché la concorrenza è spietata. Le ditte se la fanno stracciando i prezzi, e tagliando parimenti sui servizi. Risparmiano su polizze e manutenzione, incidono negativamente sulla sicurezza e caricano troppi alunni per guadagnare di più. Una strada facile facile per far soldi, mentre il cammino degli studenti nolani diventa una roulette russa.
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