Incendio fabbrica di fuochi, il sindaco di Rocca assicura: “Non necessaria la bonifica”

di Bianca Bianco
Raffaele De Simone, sindaco di Rocca

Raffaele De Simone, sindaco di Rocca

ROCCARAINOLA- Al momento nessuna bonifica è necessaria per l’area in cui, lo scorso 26 aprile, si è verificato l’incendio che ha seriamente danneggiato una fabbrica di fuochi e razzi da segnalazione, favorendo l’espandersi una vasta nube dall’odore acre che ha avvolto l’intera area per molte ore. Lo conferma al Nolano Sette il sindaco di Roccarainola Raffaele De Simone quando gli chiediamo della situazione ambientale in quella parte del suo territorio; la fabbrica infatti insiste sulla parte della frazione di Polvica rientrante nel Comune di Rocca (Polvica ‘appartiene’ poi a Nola ed a San Felice a Cancello). Attualmente la struttura che ospitava l’azienda è stata sottoposta dai carabinieri a sequestro conservativo, con tanto di ordinanza da parte del Comune di Rocca trattandosi di un edificio in alcune parti pericolante.

Sindaco, da giorni gli ambientalisti, soprattutto quelli di “Rifiutarsi” e di alcune associazioni rocchesi, lamentano l’assenza di notizie sul rogo di Polvica.
“Sì, e sono stato duramente attaccato anche sui social network da ambientalisti senza nome, che agiscono in anonimato nonostante io abbia più volte chiesto loro un faccia a faccia”.
Pongono però delle questioni serie. Cosa è successo a Polvica, e ci sono rischi per le coltivazioni e per i cittadini?
“Sono stato il primo ad interessarmi di queste conseguenze subito dopo l’incendio. Ho chiesto ai vigili del fuoco che hanno lottato per ore, rischiando di morire, con le fiamme. Mi è stato assicurato che, vista la natura del rogo e l’area circoscritta interessata, non è necessaria una bonifica. Questa ad oggi, la situazione”.
Eppure la nube era alta ed i materiali coinvolti presumibilmente tossici.
“Lo so perché ero sul posto. Nonostante sia stato accusato di essere intervenuto solo dopo. In realtà dalle 17 alle 20 sono stato presso la fabbrica, ed ho visto quanto accadeva. Posso testimoniarle che sono stato sul posto senza mascherina. Che i vigili del fuoco operavano senza mascherina. E che l’unico accorgimento intrapreso ha riguardato l’assicurarsi che i cittadini rientrassero nelle case. Io mi sono sincerato con il caposquadra della necessità di intervenire in altro modo, e mi è stato detto che alcun pericolo sussiste. I vigili del fuoco hanno stilato la loro perizia, e l’Arpac fino ad oggi non ha dato alcuna comunicazione. Nel caso arrivasse, è chiaro che prenderò gli opportuni provvedimenti”.
Non poteva avvertire la popolazione della mancanza di pericoli?
“Mi pare un paradosso. Io intervengo con manifesti ed ordinanze se il pericolo c’è, come ho fatto per il rischio di crollo dello stabile. Se il rischio non c’è, di cosa devo informare?”.
Quindi rassicura la popolazione.
“Sì, assolutamente. Allo stato non è necessaria la bonifica e la fabbrica è sequestrata. Chiedo però alle persone che, schermandosi dietro un pc, mi hanno rivolto accuse o semplici segnalazioni, di venire in Comune a parlare con me. Sono pronto a raccogliere le loro richieste di intervento. Stiamo lavorando tanto, anche coi vigili, per rimuovere i depositi incontrollati di immondizia. Invito questi ambientalisti a fotografare i danni, ma anche i nostri interventi di pulizia”.
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