Napoli story: dalla voglia di scudetto al Plenzen, luci ed ombre del campionato degli azzurri

di Saverio Quatrano

NAPOLI-Nell’ultimo match di campionato dell’Olimpico di Roma contro i giallorossi, il Napoli ha subito la sua sesta sconfitta in campionato (per 2-1) non riuscendo ad ottenere la miglior media punti in campionato della sua storia, che resta cosi al Napoli di Ottavio Bianchi della stagione 86/87, quella del primo tricolore della storia partenopea. Un tricolore che quest’anno i tifosi azzurri hanno sperato di conquistare dopo 23 anni dall’ultimo successo azzurro, ma una Juve nettamente più forte ha vinto il campionato con ben 4 giornate d’anticipo. Al Napoli rimane un secondo posto che vale l’accesso alla prossima Champions league, e per le casse societarie del presidente De Laurentiis un incasso di circa trenta milioni di euro. La soddisfazione per essere ritornati in Champions senza passare per il play off è enorme, ma i tifosi azzurri hanno sperato vivamente di poter raggiungere e superare la corazzata Juventus. Per vincere lo scudetto una squadra può subire solamente un periodo negativo, ed invece gli azzurri hanno avuto due momenti di calo : il mese di dicembre quando subirono due sconfitte consecutive (Inter in trasferta e Bologna in casa) e nel mese di febbraio quando in cinque partite raccolsero appena quattro punti, pareggiando al San Paolo lo scontro diretto con la squadra di Antonio Conte. Ma la vera svolta della stagione si è avuta il 17 febbraio, quando il Napoli vincendo in casa con la Sampdoria avrebbe potuto portarsi a meno due dalla Juventus che ventiquattro ore prima aveva perso contro la Roma. In quell’occasione il Napoli dimostrò tutti i suoi limiti caratteriali, quella paura di vincere che colpisce inesorabilmente chi non è abituato a lottare per il vertice, e non andò oltre uno scialbo zero a zero. Dopo il pareggio al San Paolo contro la Juve e la seguente sconfitta con il Chievo a Verona, il Milan era distante dagli azzurri solamente due punti e aveva a disposizione lo scontro diretto da giocare a San Siro. Il secondo posto veniva messo in serio pericolo da Balotelli e compagni, ma il Napoli dopo essersi liberato mentalmente dalla pressione di dover lottare per lo scudetto, ritrovava brillantezza, forma fisica e il Pandev dei tempi migliori. Con l’inizio della primavera il Napoli ricominciò a volare, e nello scontro diretto di San Siro con il Milan ha dimostrato di essere superiore alla squadra di Allegri, pareggiando uno a uno, ma dando l’impressione di essere più squadra rispetto ai rossoneri. Dopo la partita di San Siro , il Napoli con dodici punti realizzati nelle successive quattro gare di campionato ha conquistato la matematica certezza della Champions a Bologna (Bologna 0-Napoli 3) nello stesso stadio dove lo scorso anno i ragazzi di Mazzarri dissero addio ai sogni di giocare la massima competizione europea. La compagine partenopea ha concluso la sua stagione con 78 punti, con 14 vittorie casalinghe e il miglior attacco con 73 reti fatte rispetto alle 71 della Juventus, ma ancora una volta a far la differenza nel campionato italiano è l’assetto difensivo : 36 gol subiti per il Napoli, 24 per la Juventus. Capitolo a parte merita l’Europa League, mai presa seriamente in considerazione da squadra e società, dove sicuramente si poteva evitare la pessima figura di essere umiliati ed eliminati ai sedicesimi di finale da un modesto Victoria Plezen (Napoli –Victoria Plezen 0-3 /Victoria Plezen –Napoli 2-0). In casa degli azzurri è già tempo di pensare alla prossima stagione e bisognerà ripartire senza Mazzarri, che dopo quattro anni ha deciso di lasciare la società di De Laurentiis. Il tecnico toscano ha dichiarato di non aver più stimoli dopo quattro anni. I tifosi si augurano che il tecnico di San Vincenzo non abbia mentito, e che i motivi di un mancato rinnovo non siano dovuti ad una volontà del presidente De Laurentiis di non allestire un Napoli vincente. Ora c’è da sciogliere il nodo Cavani, che con 29 gol si è laureato capocannoniere della serie A. Ci sarà qualche club disposto a pagare l’intera clausola rescissoria di 63 milioni di euro? Un progetto vincente e un ritocco dell’ingaggio, potrebbero indurre il Matador a restare sotto l’ombra del Vesuvio? Le domande sono tante, e le risposte per ora non ci sono. Sarà come sempre una lunga estate di calciomercato a dirci se il Napoli continuerà il suo progetto di crescita , che da ben nove anni il presidente Aurelio De Laurentiis porta avanti con successo. Il presidente prima dell’ultima al San Paolo ha ribadito con decisione dinanzi a cinquantamila tifosi di voler vincere. Ora c’è bisogno di passare dalle parole ai fatti.

Print Friendly, PDF & Email



Utenti online

This site is protected by wp-copyrightpro.com