Poesie per guarire la depressione, l’esperienza del nolano Paolo Riccardi

di Alberto De Sena

NOLA- Nola è da sempre una culla importante della cultura, ed anche in questi tempi moderni in cui la tecnologia la fa da padrona e  la televisione riempie le ore di svago, c’è chi preferisce armarsi di penna, block notes, ed iniziare a scrivere. La scrittura è la passione principale del giovanissimo Paolo Riccardi, classe 1987, nolano doc, che ha presentato in questi giorni la sua prima raccolta di poesie dal titolo “Il medico consiglia di scrivere per liberarsi”. “Questa frase è una realtà- ci racconta il giovane scrittore- in età adolescenziale ho sofferto di depressione e per guarire mi affidai a un medico, durante il mio percorso terapeutico mi fu dato tale consiglio, ricordo ancora bene le sue parole “ogni volta che senti il bisogno di parlare con qualcuno o di dire qualcosa e non sai con chi farlo, prova a mettere su carta le tue emozioni”, da quel momento sono passati tanti anni, ma la scrittura mi ha salvato da questo male oscuro”. Una raccolta di poesie dai temi più svariati: prostituzione, razzismo, la depressione e le sue conseguenze, la morte, la cecità (argomento a cui Paolo afferma di essere molto sensibile), fino ad arrivare al tema portante, l’amore.

“Ho sempre amato scrivere ma mai avrei pensato che un giorno avrei pubblicato un libro, è nato tutto per caso, un giorno tornando da Roma trovai un annuncio, un concorso che ricercava scrittori e poeti emergenti per un’eventuale pubblicazione, l’idea di raccogliere le mie poesie in un file e inviarle fu immediata, dopo qualche mese fui ricontattato, ma da contratto mi si richiedeva una co-produzione e non avendo fondi mi trovai costretto a declinare l’offerta. Incominciai cosi a informarmi sull’operato di diverse case editrici, inviai la raccolta ad oltre 100 case che nel giro di pochi mesi mi inondarono la posta elettronica”. La scelta è ricaduta sulla Book Sprint Edizioni, che ha deciso insieme all’autore di presentare il libro presso la biblioteca comunale di Nola con lo psichiatra Gennaro Esposito nelle vesti di moderatore e gli interventi dell’attore e regista Thomas Mugnano, della poetessa Anna Monda, e dell’educatrice professionale Maria Pierri dell’istituto per ciechi e ipovedenti “Paolo Colosimo” di Napoli, accompagnata da un giovane non vedente di nome Daniele Viscovo, che ha letto una poesia trascritta in braille dal titolo “il buio”.

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