Quoque tu su Facebook, Geremia? Sindaco ripensaci, se ne va ‘a salute

di PacMan

Quoque tu, Geremia? Caro sindaco, perché lo fai? Abbiamo ricevuto, come tanti altri nei giorni scorsi, un nuovo, inaspettato, suggerimento di amicizia su Facebook: ci suggerivano di fare amicizia col  sindaco di Nola Geremia Biancardi. Il primo cittadino della città dei Gigli ha deciso (su suggerimento o di sua spontanea volontà?) di sbarcare sul social network più conosciuto al mondo. Operazione simpatia in vista del voto 2014? Improvvisa infatuazione coi mezzi di comunicazione (a proposito sindaco, anche il telefono lo è, ogni tanto risponda a noi stalker di professione)? Oppure il buon Geremia si era scocciato di farsi raccontare dall’Ufficio stampa le invettive e le contumelie che ogni giorno riceve su Facebook da parte di gruppi, pagine, contatti (come del resto succede ad ogni sindaco d’Italia, nessuno sfugge alla gogna virtuale in questi tempi) ed ha deciso di armarsi di smartphone, tablet e pc e rispondere uno per uno agli attacchi che la crudele Rete gli propina ogni giorno? Non lo sappiamo, ma già lo immaginiamo, il povero avvocato Biancardi, alle prese con l’infernale Facebook. Eccolo lì che risponde piccato ai post provocatori di Giggino Conventi; eccolo che si incazza per colpa di Gianluca Napolitano e gli toglie l’amicizia; poi passa sulla bacheca de LaVocedelNolano e si intossica; passa sulla bacheca dei consiglieri di minoranza su Fb e gli verrebbe da bloccare una decina di bacheche; viene sulla nostra e ci manda a quel paese virtualmente; sbircia i post degli alleati, segnala quelli dei giornalisti, si trattiene dal commentare quelli dei giglianti (i gigli, si sa, non si toccano. Nemmeno sul web), scruta la bacheca di Paolo Russo, risponde male su quella di Max Manfredi, si inviperisce per le battute di Enzo Laudanno, consulta le pagine per capire a che punto è il consenso nei confronti della sua amministrazione etc etc, in una escalation fatale. Caro Geremia, te lo diciamo col cuore in mano. Hai fatto uno sbaglio enorme a farti il profilo Facebook, ora rischi davvero di rovinarti il fegato. Ti facevi una bella pagina coi fans, chi ti vuole bene ci metteva mi piace, chi ti vuole male lo metteva lo stesso per darti il tormento. Ma tu saresti rimasto iconizzato, cristallizzato nella tua foto con la fascia tricolore, saresti stato un luogo virtuale su cui sfogarsi senza che nessuno si aspettasse una risposta. E invece no, hai voluto strafare. Ti sei fatto proprio il profilo, chiedi le amicizie e le accetti, tieni la bacheca libera (ma sei pazzo????), e puoi pure commentare. Lo sai, Geremia, che t’aspetta? Forse no, perché su Facebook sei da pochi giorni. Ecco, ci proviamo noi a darti un’idea. Immaginati tanti piccoli Comitati civici per l’acqua pubblica incazzati che ti vengono a dare il tormento tutti i santi giorni e ti chiedono perché la Gori stacca i contatori e se li porta a casa. E non la smettono finché non rispondi. O li blocchi. Immaginati tanti piccoli consiglieri di minoranza che ti ricordano le scadenze del conto consuntivo, ché poi non puoi far finta che non lo sapevi. Immaginati (e qui tieniti forte e trattieni il respiro) i cultori dei gigli che ti assalgono la pagina al minimo passo falso sulla festa… Ti basta questo assaggio infernale? Fossimo in te penseremmo all’idea di farti la pagina coi fans e restartene lì ad ignorare il web (e pure il telefonino), camperesti più tranquillo. Se poi hai un ghost writer di facebook e non ce lo vuoi dire, beh sappi che alla prima crisi di nervi del buon Michele Sibilla ce la prenderemo con te. Benvenuto su Fb, sindaco. Ripensaci.

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