Albanese ferito dopo rapina a Cimitile, si indaga sul regolamento di conti. Aumenta la paura di furti

CIMITILE- Continuano le indagini dei carabinieri della stazione di Cimitile, diretti dal maresciallo Di Gioia, per risalire agli autori del ferimento del giovane albanese trovato in gravi condizioni in un terreno agricolo abbandonato alla periferia di Cimitile. Il trentenne senza documenti, proveniente con tutta probabilità dall’Acerrano, è stato ferito da due colpi di arma da fuoco e poi abbandonato nel campo incolto con indosso ancora le chiavi di un’auto rubata ed alcuni utensili da scasso. Sin dalle prime ore la pista investigativa seguita dagli inquirenti è stata quella del regolamento di conti interno alla banda (quattro persone albanesi, secondo le tante testimonianze raccolte dai militari dell’Arma cimilitese); dopo l’ultimo colpo (il quinto della serata) conclusosi con il furto dell’auto (dopo avere picchiato con un cacciavite uno degli abitanti della casa oggetto del raid) qualcosa sarebbe accaduto nella gang. E sarebbe scattata la vendetta contro uno dei malviventi. Esclusa invece l’ipotesi di una reazione di uno dei derubati (nel corso della notte sono state “visitate” ben cinque abitazioni, alcune con famiglie, altre con anziani soli, l’ultima abitata solo da marito e moglie anziani); i carabinieri di Cimitile infatti fino a ieri hanno solo raccolto le denunce dei derubati ma non hanno ascoltato nessuno. La pista seguita, come detto, è quella del regolamento di conti. Il trentenne ferito intanto si trova ricoverato in ospedale. Ieri è stato operato, la prognosi è riservata. Resta in stato di arresto per rapina.

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