Cavani, 63 milioni di motivi per fare il…bravo con De Laurentiis

di Saverio Quatrano

cavani_delaurentisNAPOLI- Edinson Cavani nella prossima stagione, vestirà ancora la maglia del Napoli? E’ una domanda da “un milione di euro”, anche perché la telenovela Cavani si arricchisce ogni giorno di nuovi episodi che rendono incerto il finale della soap. Il presidente De Laurentiis ha invitato il Matador a prendere una decisione sul suo futuro entro il 20 luglio. Se invece dovesse decidere di andar via oltre quella data, dimostrerebbe non essere uomo. A tali parole il Matador ha replicato di volere incontrare il presidente , in modo da avere un faccia a faccia e chiarire le incomprensioni di persona. Ma il presidente De Laurentiis la conosciamo, è un vulcano, ed invece di accettare l’incontro col suo bomber, lo snobba con queste parole : “Non c’è bisogno dell’incontro con Cavani, c’è già la clausola. Se nessuna squadra dovesse pagarla, resterà qui felice”. Gli scenari rispetto ad un mese fa sono cambiati. La clausola rescissoria che tanto paura faceva al Napoli, ora fa tremare il matador e ai suoi agenti. Al momento nessuna squadra è intenzionata a versare 63 milioni in un’unica soluzione nelle casse sociali del Napoli, per assicurarsi le prestazioni del ventiseienne attaccante dell’Uruguay. Ora è Cavani che vuole trattare con De Laurentiis, perché è solo grazie ad uno sconto sulla cifra della clausola rescissoria che può pensare di andar via dalla città del Vesuvio. Ed il caro Edinson e i suoi agenti devono essere anche bravi a trattare con De Laurentiis, perché se Aurelio inizia a diventare furioso, non solo non farà sconti sulla clausola rescissoria, ma non adeguerà il contratto in essere del matador con la società azzurra. Indubbiamente si correrebbe il rischio di avere in rosa un giocatore scontento, ma già nell’estate 2011, quando Hamsik fu corteggiato dal Milan, il presidente fu inflessibile e fece prevalere il contratto sottoscritto con lo slovacco, senza pensare ai vari mal di pancia che colpiscono i calciatori vogliosi di cambiare casacca. Con Hamsik la tattica dell’inflessibilità ha funzionato, perché non riproporla col Matador? A quanto pare, Aurelio ci sta pensando. Tattica che vince, non si cambia.

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