Gigli, De Simone dice già addio alla festa? Le frasi choc: “Qui si violenta la tradizione”- SONDAGGIO

 

Roberto De Simone

Roberto De Simone

NOLA- Amore finito tra la Fondazione Festa dei Gigli ed il maestro Raffaele De Simone? E’ quello che traspare dalle parole pronunciate ieri mattina dal commediografo partenopeo, il mese scorso scelto come direttore artistico della kermesse, e riportate oggi in una intervista sul Mattino. Il maestro non è contento dei gigli. O meglio di questa manifestazione che avrebbe perso la sua originale libertà in favore di una “violenza” arrecata alla tradizione. E dice: “Dobbiamo augurarci che San Paolino il liberatore venga a liberare anche la festa”. Parole choc quelle che si lascia scappare De Simone, ospite ieri in Municipio. Mentre politici, vip nostrani, giornalisti e ‘semplici’ cittadini si godevano la ballata dal balcone, al solito pieno come un uovo, l’artista ha forse decretato il suo addio anticipato alla kermesse: “Questa non è libertà, questa è violenza alla festa, tutto è stato lasciato alla totale libertà, la festa è stata completamente trasformata, ci sono troppi elementi in cui mancano i Gigli, l’elemento determinante è il microfono”.

La musica, il volume alto, la sindrome assordante che da troppi anni attanaglia i gigli. Su questo punto De Simone non transige, e le sue dichiarazioni sferzanti dimostrano che sono il punto di svolta o di non ritorno del suo impegno per la manifestazione: “Bisognerebbe portare i Gigli in pellegrinaggio davanti al Santo, qui non c’è niente di sacralità; quella sacralità che ha dato origine alla festa”. Poi, sulla ipotesi che possa già dire addio alla festa: “Bisognerà verificare molte cose – aggiunge – e parlarne con i vertici della Fondazione, non si può trasformare un evento tradizionale in un volgare show televisivo, io non ho ancora firmato nessun contratto”.

In effetti l’etnomusicologo non ha ancora messo la firma sotto l’accordo con la fondazione, sebbene abbia entusiasticamente accettato, all’inizio, di cimentarsi con questa sfida artistica non comune. Conosce bene la tradizione gigliante nolana, la ama e ne ha parlato in passato anche a Nola. De Simone ama l’anarchia della danza delle paranze, ma evidentemente (e giustamente) mal sopporta le sue volgarizzazioni.

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