Gigli e sicurezza, il binomio resta ancora tabù. Operai senza casco e imbracature- FOTO

di Bianca Bianco

NOLA- Si racconta che nei suoi primi anni a Nola, il procuratore della Repubblica Paolo Mancuso un giorno di giugno affacciandosi alla finestra del suo ufficio vide due uomini arrampicarsi come scimmie su un giglio, senza caschi e senza imbracature. Dal procuratore si sollevò un moto di indignazione, e promise guerra aperta alla costruzione degli obelischi senza rispetto delle norme di sicurezza. Seguirono blitz dei carabinieri, soprattutto però nelle botteghe, e controlli a tappeto, gigli ingabbiati. Storia o leggenda? I controlli ci sono stati, questo è cronaca. Ma l’ “abitudine” al mancato rispetto della sicurezza nella costruzione dei gigli è un male radicato e difficile da estirpare. Lo dimostrano alcune foto che Il Giornale Locale ha scattato ieri in due punti diversi della città destinati ad accogliere le macchine della festa. Come si nota dalle nostre immagini, i membri dello ‘staff’ delle due corporazioni salgono sui gigli senza indossare caschi, senza avere imbracature, nel totale sprezzo delle norme di sicurezza. Sono solo due esempi fotografici? A parte rari esempi, questo è l’andazzo. Insomma, siamo nel 2013, e dobbiamo ancora aspettarci la conformità alla legge anti-infortuni come una manna dal cielo, come un ‘dono’ dei costruttori dei gigli alla nostra sete di civiltà, come un momento di evoluzione in un settore che in tutta Italia, anche qui da noi, ha fatto passi avanti rispetto agli anni in cui si imbiancavano facciate in bilico su precarie assi di legno. Uno dei pochi esempi in controtendenza, l’alzata della borda del giglio del Fabbro costruito dalla bottega Tudisco. Come si nota dalle nostre foto, lo staff indossa caschi, altre immagini mostrano le transenne per tenere la folla in una distanza di sicurezza. Una “mosca” bianca, la bottega Tudisco, che perlomeno sta investendo. In alcune delle altre alzate di borda, invece,  non erano presenti nemmeno le transenne, i curiosi erano pericolosamente vicini alle maestranze. I gigli 2013, insomma, non fanno ancora da spartiacque neanche sul tema della sicurezza. Se ne parla l’anno prossimo, per l’Unesco. Nel frattempo ci si affida (ancora) a San Paolino.

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