Il Capodanno nolano come la “notte rosa” di Rimini. Perché no? Sogno di una notte di inizio estate

di Bianca Bianco

NOLA- Nola brinda al suo Capodanno. Bagnato, freddo, senza la folla che era prevista. Ma comunque partecipato da molti  nolani (e non) soprattutto giovani che hanno raggiunto piazza Duomo ed a mezzanotte hanno brindato all’arrivo del mese di festa della città. Prima della notizia ufficiale del rinvio della manifestazione promossa dal Forum giovanile, da Raffaele Caccavale e dall’assessorato ai beni culturali dell’ente di piazza Duomo, si erano moltiplicati sul web gli scongiuri e le invocazioni a San Paolino. Niente, il Santo (chiamato in causa pure un po’ a sproposito, ma si sa che il nolano ha un rapporto viscerale con Paolino, come i napoletani con San Gennaro), ha risposto picche e non ha fermato il diluvio. Una situazione che non ha scoraggiato centinaia di persone che hanno comunque affollato la piazza principale di Nola, ed hanno atteso lo scoccare della mezzanotte, i fuochi, il brindisi collettivo. Presenti le associazioni, chiusi i negozi, la prima edizione del Capodanno nolano non si può dire il successo preventivato, ma di sicuro è la prima tappa di un discorso culturale che può essere incentivato. E’ la peculiarità, oltre alla qualità, oltre alla sinergia tra istituzioni e volontariato, che vanno tutelate. Per ripercorrere la strada che prima altre idee ambiziose,  che hanno fatto breccia tra i turisti, hanno seguito. Come la “notte rosa” di Rimini, o la “notte della taranta” nel Salento, esempi importanti, di caratura nazionale, che non citiamo a sproposito. Rimini ha una struttura ricettiva invidiabile a fronte di un mare e di una costa che non sono tra le prima in Italia. Il Salento povero si è riscattato puntando sull’orgoglio della gente, su alcune tradizioni e sulla voglia di fare per restare a valorizzare quel mare cristallino e quella sabbia bianca. Perché non Nola? Chi festeggia il Capodanno il 31 maggio? Nessuno. Chi vive un intero mese di passione ed attesa? Pochi. Chi riesce a far riunire una intera città (con tutto il comprensorio) attorno all’idea di un mese di attesa per una sola festa? Chi sa amare un mese intero, pur costretto a convivere con un cartellone di eventi scarno e impoverito dalla spending review? I nolani sanno farlo, e sono da ammirare per questo. Gli propinano la sagra dei funghi porcini e la scacchiera in piazza Duomo, ma continuano a farsi vanto dell’orgoglio comunitario per questo periodo dell’anno che conduce all’evento per antonomasia, la festa. Per questo ci piacerebbe che l’idea di Raffaele Caccavale e dei ragazzi del Forum diventasse qualcosa in più. Un evento regionale, un appuntamento di festa come la notte rosa riminese, uno spazio per far conoscere la città e la sua peculiare attesa del mese di giugno. Immaginiamo migliaia di turisti che il 31 maggio raggiungono Nola coi suoi negozi aperti, i siti archeologici visitabili, il Comune illuminato, la musica dei gigli sul palco, e tutti vestiti a festa… Un sogno? E perché mai? Ai ragazzi del Forum, a Caccavale ed all’assessorato l’invito a registrare il marchio Capodanno nolano, a creare una associazione ed affiliarla alla Fondazione, a promuovere tutto l’anno la kermesse. Perché Capodanno viene una volta l’anno. A Nola due, ed è questo che vi (ci) rende speciali. Ad maiora.

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