La festa dei Gigli gattopardiana e senza sicurezza, i cittadini vogliono riprendersela- L’appello

NOLA- Sul piano emergenza, sulla sua mancata approvazione, (Il piano emergenza c’è ma non si vede) e su altri temi interviene il comitato “Riprendiamoci la festa” : “Il piano di sicurezza dalla Protezione Civile suggerisce la creazione di vie di fuga, punti di ritrovo e un sistema di video sorveglianza per le emergenze, ma a 2 settimane dall’inizio della processione dei Gigli, il piano deve essere ancora approvato”. I rappresentanti del comitato nato sull’onda dell’indignazione seguita ai fatti del 25 giugno 2012, quando la festa fu sospesa per disordini, chiedono risposte all’amministrazione ed alla fondazione: “Più di 1400 persone l’anno scorso hanno firmato la petizione del comitato

“Riprendiamoci La Festa”. Più di 1400 persone avevano chiesto al sindaco di fermarsi un attimo prima di andare avanti, di riflettere sulle cause della sospensione e di lavorare insieme a tutta la cittadinanza per la tutela della festa. Ad oggi, ancora non si è capito molto di quello che è successo la mattina del 25 giugno 2012. Il Sindaco Geremia Biancardi sostiene che il fuggi fuggi

generale, che ha provocato 15 feriti, sia stato creato da un tappo di una bottiglia di spumante. Diversi testimoni, invece, sostengono che sia nato in seguito ad un colpo sparato in aria da un agente delle forze dell’ordine per sedare la rissa in corso. Il piano di sicurezza dalla Protezione Civile suggerisce la creazione di vie di fuga, punti di ritrovo e un sistema di video sorveglianza per le emergenze, ma a 2 settimane dall’inizio della processione dei Gigli, il piano deve essere ancora approvato”.

Secondo il Comitato “si sopravvalutano le responsabilità della Fondazione dei Gigli, che tra l’altro non si sa ancora bene come funzioni (è una fondazione privata o pubblica?). Dall’altro, si sottovalutano le colpe di quella classe politica nolana che ha voluto la fondazione e che poco a poco sta rinunciando a gestire tutti i beni pubblici della città”.

Poi l’amara chiosa: “Per Nola non vale nemmeno più il detto gattopardiano del “tutto cambia, affinché nulla cambi”.  A Nola, semplicemente, si fa finta che nulla sia successo”.

Print Friendly, PDF & Email