L’ospedale con il vuoto intorno (e dentro), a Nola l’eterna emergenza sanitaria

di Bianca Bianco

NOLA- Primari contro vertici Asl. La “guerra” va in scena a Nola, città dall’offerta sanitaria sempre più svuotata e, accusano i primari del Santa Maria della Pietà, svilita dalle lotte di potere. Succede così che un giorno i primari ed i medici del nosocomio della città capofila di un territorio che supera i centomila abitanti prendano carta e penna, intingano quest’ultima nel curaro e scrivano una velenosa lettera indirizzata alla Azienda sanitaria locale Napoli 3 Sud. L’ASl viene accusata di “depotenziare l’Ospedale di Nola” a vantaggio dell’ospedale Cavaliere Apicella di Pollena Trocchia. E di farlo per rispondere a “vecchie logiche politiche” incuranti “delle esigenze reali di un ospedale di secondo livello”. La missiva infuocata è stata firmata da sette primari e diciassette medici, che contestano così apertamente l’atto aziendale con cui l’Asl ha dettato le nuove strategie e linee organizzative dell’azienda. Venuti a conoscenza della bozza di questo atto, i camici bianchi sono scesi sul piede di guerra perché, spiegano “ci sarà una pioggia di tagli”. Il depotenziamento riguarderà Anatomia patologia, Neurologia, Gastroenterologia, Nutrizione clinica ed Oculistica, che passeranno da reparti ad ambulatori, mentre l’assistenza domiciliare sarà decentrata a Castellammare. Una scelta contestata perché finirà per incidere su tutto il resto, per esempio anche sulle prestazioni del Pronto soccorso. Su questa situazione, pesa come un macigno anche la condizione degli infermieri. Categoria in carenza di organico.

Il “sospetto” dei medici barricadieri dell’ospedale di Nola è che si voglia favorire il presidio di Pollena Trocchia, una supposizione che potrà essere confermata solo quando l’azienda avrà definito le linee organizzative ora solo abbozzate. Nel frattempo, il Santa Maria della Pietà resta nella sua perenne emergenza.

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