Si fa amputare la mano trapiantata tredici anni fa- LA STORIA

MILANO- La sua storia fece il giro del mondo. Walter Visigalli aveva 20 anni quando perse la mano per un incidente sul lavoro. A 35 decise di farsi impiantare l’arto di una persona defunta: fu il primo trapianto di mano in Italia, due anni prima c’era stato il primo al mondo (in Francia a Lione). Dopo 13 anni però ha deciso di farsi amputare la mano trapiantata.

Walter Visigalli era un operaio di Monza, fu operato da un dei più grandi chirurghi al mondo, l’italiano Marco Lanzetta che aveva partecipato anche alla operazione “pioniera” a Lione. Si disse convinto di quello che stava facendo, pronto ad affrontare le conseguenze di una operazione così invasiva. Ha dovuto cambiare idea, perché dopo 11 anni i farmaci anti rigetto hanno cominciato a fare meno effetto, ha cominciato a soffrire di ulcere dolorosissime col rischio di cancrena o setticemia. Così la scelta di farsi amputare la mano (l’operazione è già avvenuta a Milano, è durata tre ore). A lui è toccato lo stesso destino del primo uomo che ha subito il trapianto di mano al mondo. Il neozelandese Clint Hallam, che però si fece amputare appena un anno dopo.

 

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