Soldi, sesso e scandali: manifestini anonimi a Saviano contro il “maresciallo di Facebook”

Uno dei manifestini

Uno dei manifestini

SAVIANO- Le tensioni, le incomprensioni, gli scontri, le denunce contrapposte, il mal’animo, uno scandalo basato su sesso e soldi. Gli ingredienti per scrivere un pezzo ci sono tutti. A Saviano il clima è più teso che mai, il legittimo confronto politico, complice anche Facebook che ingigantisce ed indispettisce, si sta trasformando in una fiera delle ritorsioni e delle querele. Al centro dell’agone la bacheca del gruppo “Saviano non molla”, che ogni giorno pubblica foto, commenti, critiche, soprattutto del suo ideatore, il maresciallo dei carabinieri Gennaro Scognamiglio. Dall’altro chi diviene “bersaglio” delle critiche. Come la maggioranza consiliare che, come abbiamo scritto la scorsa settimana, ha denunciato in massa lo stesso Scognamiglio. O come gli anonimi che nei giorni scorsi hanno affisso tre manifestini non firmati, tre fotocopie di un articolo del Corriere della Sera del 1997 su una storia giudiziaria che riguardò proprio il maresciallo di “Saviano non molla”. Una storia da cui, racconta,  è uscito “completamente pulito”.

Ieri mattina Scognamiglio ha trovato le tre fotocopie in tre punti diversi della cittadina: vicino ad un bar nei pressi del Comune, nei pressi della sede del Pd e a Sirico, vicino ad un Sale e Tabacchi. Il manifestino è un articolo del Corsera nel quale si racconta una vicenda di 16 anni fa, di quando Scognamiglio comandava la stazione di Quindici (lo ha fatto per tre anni, dal 1994 al 1997, oggi lavora a Napoli). Erano anni difficili, gli anni della faida tra Cava e Graziano. Le accuse che portarono al suo arresto, infamanti: avrebbe rivelato i segreti di una famiglia camorrista a quella rivale per ottenere l’amore di una donna e favori in denaro.  Una storiaccia, che qualcuno ha voluto riportare a galla dopo sedici anni per ritorsione, per “avvertire” il barricadiero di Facebook che forse sta dando fastidio a qualcuno.

“Ma io- racconta sereno Scognamiglio- da quella faccenda sono uscito completamente pulito. Tant’è che ancora oggi sono carabiniere e lavoro a Napoli. Fui reintegrato subito”. Quella vicenda se l’è lasciata dietro le spalle, e ne parla con tranquillità. Oggi però se la ritrova “in piazza”: “Pensavano di colpirmi, di farmi paura. Ma io ho la coscienza a posto. Domani mattina presenterò denuncia”. Gli anonimi fautori del volantinaggio infatti non hanno avuto l’accortezza di affiggere un manifestino lontano dalle telecamere di videosorveglianza di un negozio. La denuncia è quasi scontata. Il clima però continua ad essere teso in una città che non trova pace.

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