Ei fu…il 5 luglio 1984 arrivava Maradona, 30 anni dopo va via Cavani

maradona

 

 

 

 

 

 

 

di Saverio Quatrano

NAPOLI – Cinque Luglio 1984, allo stadio San Paolo di Napoli accorsero 80.000 persone che pagarono due mila lire per entrare nell’impianto di furigrotta.  In quel giorno i napoletani capirono che qualcosa stava cambiando. Napoli che fino a quel giorno veniva identificata come  la città del Sole, della pizza e del mandolino,si preparava ad accogliere  il più grande giocatore che la terra abbia mai conosciuto : Diego Armando Maradona.  Diego a Napoli non ha rappresentato solo ed esclusivamente il più grande giocatore di tutti i tempi, ma ha incarnato lo spirito napoletano di rivalsa contro i poteri forti, contro i poteri del nord che fino a quel momento avevano sempre prevaricato Napoli e il Napoli. Disoccupazione, terremoto, camorra…. per sette anni  quel ragazzo argentino dai capelli ricci, fece dimenticare ai napoletani i mille problemi della città e  rese ancor di più orgoglioso un popolo che si è sempre identificato nella maglia azzurra del Napoli. Oggi 5 Luglio 2013,29 anni dopo quel giorno a furiogratta, è andato via Edinson Cavani, un simbolo del Napoli modero.  Il matador se fosse rimasto un’altra stagione a Napoli, avrebbe superato il numero di reti di Diego in maglia azzurra, ma non avrebbe mai potuto superarlo nel cuore dei napoletani. Edi va via da Napoli per approdare in un campionato minore come quello francese,attratto dalla bella vita parigina e da uno stipendio  decisamente superiore rispetto a quello che percepiva alle dipendenze di De Laurentiis.  . Diego amava Napoli , giocava nel Napoli e voleva vincere col Napoli. Cavani mentre vestiva la maglia del Napoli, sognava il Real Madrid, per poi accettare i soldi di Parigi. Diego era quello che quando il Napoli vinse 5-3 a Torino con la Juventus dichiarò :” Sai cosa vuol dire quando un club del sud viene a Torino e fa 5 gol alla squadra dell’avvocato Agnelli?” Ecco perché Maradona ha conquistato i napoletani non solo per i trofei vinti, ma per il suo modo di incarnare la napoletanità.  Tanto diversi Diego ed Edi, tanto diversi anche Ferlaino e De Laurentiis. Nel 1989 Maradona per i suoi problemi personali chiese di essere ceduto in Francia, ma Ferlaino fu inflessibile, non accontentò il suo numero 10 e a fine campionato il Napoli vinse il suo secondo scudetto. Oggi De Laurentiis accetta una barca di soldi per il matador , sperando che questi vengano rinvestiti nella maniera giusta. Forse oggi anche l’ingegnere Ferlaino avrebbe fatto lo stesso, perché il calcio è cambiato e soprattutto perché c’è solo un Maradona.

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