Persino un’auto intera seppellita a via Petrarelle, il Comune di Rocca avvia la bonifica- foto

di Bianca Bianco

ROCCARAINOLA- Per molto tempo è stato il simbolo dello scempio ambientale. Via Petrarelle, strada interpoderale che collega Rocca e Tufino, sentiero che (non sappiamo con quale coraggio) viene usato come circuito dai podisti, per decenni è stato lo sversatoio privilegiato di cittadini, aziende. Se ci vai in questi giorni, ti rendi conto di cosa è stata capace la gente di interrare in almeno 15 anni di terrorismo ambientale concentrato su questo piccolo fazzoletto di terra.

C’è una macchina intera. O meglio ci sono tutti i pezzi di quella che era una automobile, ora ammassati sul lato della strada. C’è un gabinetto (quelli non mancano mai), ci sono bottiglie, stracci, utensili. C’è tutto il mondo. Un mondo che fino a qualche giorno fa era per metà sepolto dalla terra, si era sedimentato diventando tutt’uno con i noccioleti intorno. Il resto era una discarica nauseabonda conosciuta ai più. Un pezzo di terra che qualche anno fa è stato pure sequestrato, ciononostante è rimasto la meta privilegiata degli incivili (e non solo).

Oggi pare esserci una svolta per questo che una volta era il “belvedere” di Rocca. Da qualche giorno sono infatti iniziati i lavori di sbancamento e di bonifica di via Petrarelle. Le 300 tonnellate di rifiuti ammassati saranno raccolti, selezionati, portati in discariche (vere) e l’area sarà liberata. Il progetto che durerà almeno due settimane ed è costato 5mila euro, è stato predisposto dal Comune di Rocca.

“Questa è una zona cui molti della mia generazione erano legati- racconta il sindaco Raffaele De Simone-. Da quindici anni almeno è diventato una discarica. Periodicamente abbiamo pulito la zona, il sito è stato pure sequestrato ma è stato tutto inutile. Ora abbiamo avviato questo lavoro di bonifica approfondito, vogliamo restituire questa strada al paese”.

Mentre il sindaco illustra i lavori di bonifica, compiuti da una ditta locale, ed osserviamo interdetti la mole di “schifezze” che hanno avvelenato questa terra, i podisti continuano a correre lungo questa stradina assassinata dall’inciviltà. Respirano l’aria ammorbata dall’odore pestilenziale di questo ammasso di immondizia e cercano di non farci caso. A fine mese avranno un panorama (ed un odore) diversi per le loro passeggiate.

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