Rapina con bomba a Reggio Emilia, arrestati due trentenni di Taurano

TAURANO- Dopo aver rapinato una banca di Reggio Emilia lo scorso maggio, erano incappati in una serie di errori, tra i quali farsi riprendere a viso scoperto dalle telecamere di sorveglianza e perdere alcuni effetti personali. Perciò non è stato difficile per la polizia di stato incrociare vari dati e identificarli per poi arrestarli. Solo un paziente lavoro investigativo per mettere insieme il puzzle e, in quaranta giorni, i rapinatori sono stati individuati.
Si tratta di due trentenni di Taurano, F.G. e F.M., pregiudicati per reati specifici, tratti in arresto all’alba di ieri mattina su ordinanza di custodia cautelare della procura di Reggio Emilia. A notificare gli ordini di arresto sono stati gli agenti delle squadre mobili di Reggio Emilia e Avellino, rispettivamente agli ordini dei vice-questori Domenico De Iesu e Paolo Iodice, con la collaborazione dei colleghi del commissariato di Lauro, diretti dalla dottoressa Lorena Cicciotti.
I due arrestati il 17 maggio scorso hanno consumato una rapina a mano armata in un’agenzia bancaria di Reggio Emilia. A volto scoperto e con la minaccia di far esplodere una bomba, tenuta tra le mani e mostrata minacciosamente a clienti e dipendenti, si sono fatti consegnare il contenuto delle casse, circa venticinquemila euro, dandosi poi alla fuga.
Durante la fuga però una mazzetta è esplosa ed il liquido indelebile ha sporcato oltre ai danaro anche un documento personale di uno dei due rapinatori. Non è stato semplice per gli investigatori ricostruire ciò che era scritto sul materiale parzialmente sporcato e poi distrutto dai malviventi ma, con pazienza, i poliziotti sono riusciti ad identificare uno dei soggetti, che si erano anche fermati in un negozio per comprare abbigliamento.
Il resto è venuto da sé: controlli incrociati tra i due uffici di polizia, triangolazioni delle posizioni gps e identificazione dei tratti somatici dei rapinatori. Infatti, il viso di chi aveva consumato la rapina alla banca è stato recuperato tramite le varie telecamere di sorveglianza sia dell’ufficio colpito che dei negozi lì vicino. Infatti, tramite le riprese è stato possibile ricostruire tutto il tragitto fatto dai rapinatori che hanno usato il treno, partendo da Napoli, per raggiungere la città emiliana e fare poi ritorno a Taurano.
Poi l’identificazione tramite i testimoni che hanno assistito al delitto e l’ok da parte della procura di Reggio Emilia con l’emissione dell’ordinanza di custodia cautelare per rapina a mano armata.
Ieri mattina la notifica degli arresti con le manette per i due rapinatori irpini in trasferta in terra emiliana e il trasferimento presso il carcere di Bellizzi Irpino.
Assistiti dagli avvocati Pompeo Le Donne e Camillo Iovino, i due arrestati saranno sottoposti ad interrogatorio di garanzia i primi giorni della prossima settimana. Con ogni probabilità saranno il pm della procura di Avellino a procedere, su delega dei colleghi di Reggio Emilia.
Il colpo messo a segno nella regione del Nord conferma che malviventi del Vallo prendono di mira sedi settentrionali ritenute più «sicure». E invece, in questo caso, la scelta si è rivelata poco indovinata in quanto è stato possibile risalire all’identità dei responsabili della rapina a «bomba armata». (Giovanni Sperandeo)

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