Tragedia del viadotto, ci sono indagati. Oggi lutto nazionale

Tragic bus accident kills 38, injures 10 in southern ItalyMONTEFORTE IRPINO- C’è chi sulla bara ha messo la foto del giorno delle nozze e chi la sciarpa del Napoli, ”perché Giovanni era un gran tifoso”. Piangono i parenti delle 38 vittime della strage del bus di Monteforte Irpino. E a circa tre ore dall’inizio dei funerali, nella camera ardente allestita nel palazzetto dello sport di Monterusciello, frazione di Pozzuoli, continuano ad accarezzare le bare. A tratti le abbracciano anche. Tante le coppie che in questo giorno si sono riunite. E così la bara di Barbara Iliano è vicina a quella di Alfonso Terracciano, così come Vincenza è vicina al marito Biagio Vallefuoco. Ma c’è anche la giovane Silvana, 26 anni, che è vicina alla bara del suo papà, Antonio. In tanti stanno arrivando al palazzetto dello sport per l’ultimo saluto alle 38 vittime. All’esterno anche uno striscione degli ultrà: ”Vi siamo vicini in questo dolore incolmabile”.

Letta, domani (oggi, ndr) lutto nazionale – ”In consiglio dei ministri abbiamo appena deliberato lutto nazionale per la giornata di domani (oggi, ndr) in cui si svolgeranno i funerali a Pozzuoli”. Lo annuncia il premier Enrico Letta su twitter.
Tra le ipotesi di reato avanzate dalla Procura di Avellino per l’incidente sulla A16 che ha provocato la morte di 38 persone c’è anche la strage colposa. Lo ha detto ai cronisti il procuratore di Avellino Rosario Cantelmo, aggiungendo che ci sono già alcuni nomi sul registro degli indagati. E’ pesantissimo il bilancio dello schianto di un bus di amici in gita precipitato da un viadotto dell’A16 a Monteforte Irpino: quello dato dal prefetto di Avellino, Umberto Guidato, è di 38 morti (ma le vittime sarebbero 39, invece, per il ministro delle Infrastrutture e Trasporti Maurizio Lupi) e 10 feriti, tra cui 6 bambini, alcuni in condizioni molto gravi. Non ci sarebbero dunque dispersi. A questi vanno aggiunti 14 feriti lievi tra gli occupanti di sei auto urtate dal bus prima di finire nella scarpata. Quello che resta da chiarire é la dinamica dell’incidente: per alcuni testimoni il bus avrebbe sterzato per evitare auto incolonnate nei pressi di un cantiere, per altri sarebbe scoppiata una gomma. Ma la Polstrada precisa che sul luogo dello schianto non ci sono segni di frenata: il mezzo secondo una prima ricostruzione si e’ trascinato lungo una barriera di cemento ed ha poi sfondato il guardrail finendo nella scarpata. La Procura di Avellino ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo plurimo e l’indagine sarà ”a tutto campo”: gli accertamenti giudiziari saranno finalizzati a far luce non solo su eventuali responsabilità dell’autista, che è morto nell’incidente e sul corpo del quale sarà eseguita l’autopsia in giornata per stabilire se é stato vittima di un malore, ma anche sulle condizioni tecniche del pullman che aveva superato la revisione annuale a marzo scorso come annunciato dal ministro Lupi alla trasmissione ‘Start’ su Rai RadioUno. Inoltre, sarà verificato il corretto segnalamento dei cantieri autostradali presenti nella zona. L’inchiesta potrà poi riguardare anche la qualità tecnica della barriera di protezione che è stata abbattuta dall’autobus. Intanto i rottami del bus sono stati rimossi e trasferiti in un Centro demolizione.

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