Un calcio alla crisi… il pallone nolano brucia 700mila all’anno

di Saverio Quatrano

NOLA – Nel 1948 gli inglesi diedero vita alle regole basilari del gioco del calcio, e in pochi anni il football è diventato lo sport più seguito del vecchio continente e dei paesi sud americani. Oggi  i 2/3 di noi italiani non riuscirebbe ad immaginare la propria vita senza quei ventidue calciatori che rincorrono un pallone, tant’è che siamo stati definiti un popolo di “calciofili” . L’Italia è tradizionalmente la nazione dei comuni,ed infatti  ogni singolo paese  ha una o più squadre di calcio, e le maggiori rivalità calcistiche si avvertano proprio tra città confinanti. Nell’agro nolano ci sono ben 14 squadre di calcio, dove si passa dalla serie D dell’Hirya alla terza categoria del Real Tufino Schiava. A queste 14 squadre di calcio bisogna aggiungere 6 squadre di calcio a 5, anche se ben 3 di queste formazioni provengono da Cicciano.  Ma quanto si spende complessivamente in un anno per far calcio nel territorio nolano? La spesa  calcolata è di 660866 euro , ed è una cifra elevatissima considerando anche un momento di crisi economica dove gli sponsor non sono più disposti ad investire nel calcio come un tempo . I parametri da prendere in considerazione per calcolare i costi di gestione di una società sono i seguenti : iscrizione al campionato, assicurazione dei tesserati, abbigliamento, stipendi,i costi di gestione dello stadio ,  le spese per le trasferte, e  le varie ammende che solitamente il giudice sportivo sanziona alle società per le intemperanze dei propri tifosi, senza dimenticare i costi di ulteriori materiali sportivi. La quota d’iscrizione al campionato  varia  a seconda della categoria, e le cifre sono alquanto elevate considerando che per disputare una prima categoria bisogna pagare 3430 euro. Dopo essersi iscritta al campionato, ogni società deve pagare una quota assicurativa per ogni suo tesserato di euro 31, con l’unica eccezione dell’Hirya che deve sborsare complessivamente per l’assicurazione  dei suoi tesserati 2.500 euro. Per l’abbigliamento ogni società spende mediamente 1000 euro, mentre per quanto riguarda gli stipendi molto dipende dalla categoria ma anche dagli obiettivi stagionali. Il Cicciano per ottenere un salvezza tranquilla in Eccellenza  spende poco più di 70000 per pagare i propri tesserati, mentre il Cimitile e il Real Nola  in promozione spendono poco più di 22000 per cercare di   ottenere la tanto auspicata salvezza(il Cimitile ha quasi raggiunto il suo obiettivo). Ogni squadra deve sostenere anche il costo dell’affitto del campo comunale, che mediamente è 900 euro annui(60 euro a gara  x 15 partite). Infine l’ultimo costo da rilevare è quello delle spese per le trasferte , per le ammende che le società ricevano quasi abitualmente ogni settimana e per i materiali sportivi che posseggono le società .  L’unica fonte di guadagno per il calcio nelle categorie dilettanteschi sono gli sponsor, mentre è davvero minima la cifra che si ricava dalla vendita dei biglietti e dagli abbonamenti. Nel calcio a 5 la situazione è  addirittura meno florida del calcio a 11,in quanto  c’è uno scarso seguito di pubblico e oltre a  non ricavare nulla dalla vendita dei biglietti, anche gli sponsor non sono cosi propensi ad investire  dove c’è poca visibilità. Accantonando per un attimo l’aspetto economico , quel che rimbalza agli occhi è come una città come Nola abbia ben cinque squadre di calcio, e lo stesso vale per la piccola realtà di Cimitile dove troviamo una squadra che milita in promozione ed un’altra in seconda categoria.  E’ indubbio che questi soldi potrebbero essere spesi in maniera diversa, cercando di unire le forze per costruire una squadra che possa lottare per traguardi prestigiosi.  Anche gli sponsor in presenza di una squadra che militerebbe in una categoria del calcio professionista , potrebbero essere più disponibili a  immettere capitali in una società,visto anche un bacino d’utenza pronto a raccogliere tutti i paesi del territorio nolano. Ciò che manca nella nostra zona è indubbiamente uno stadio all’avanguardia, che possa accogliere un minimo di 7000 /8000 persone in modo da usufruire di un ottimo guadagno anche dai proventi per la vendita dei biglietti per ogni singola partita.  Se una città come Pagani che vanta poco più di 40000 abitanti, riesce ad avere  la sua squadra in Lega Pro prima divisione ( ex C1), perché non unire tutti i paesi dell’area nolana in una sola grande squadra ed avere un bacino d’utenza di circa 400.000/500.000 potenziali tifosi? I numeri per costruire qualcosa di grande ci sono, basta mettere da parte uno sterile campanilismo e unire le forze economiche sociali e politiche dei comuni del nolano.

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