“Un giorno alla Mensa fraterna, così ho capito il valore della solidarietà”

 

A Nola, in vico Duomo, esiste da anni la “Mensa Fraterna” gestita dalla Caritas diocesana. Luogo di incontro tra chi ha bisogno e chi vuole aiutare. Ecco la testimonianza di chi è stata volontaria per un giorno. 

mensapoveridi Maria Almavilla

NOLA- Ci vai per pura filantropia, perché magari ti fa sentire più buono sapere di aver fatto qualcosa per gli altri, ma quando vai via, già in auto, pensi a quando potrai tornare. Le persone che incontri là parlano a bassa voce, ma ogni tanto risuona nell’aria una risata cristallina e, come in tutti posti dove si lavora alacremente, ogni tanto la routine è spezzata da una battuta leggera. Questo posto così magico è la mensa fraterna della Caritas, quella nei locali della Curia vescovile di Nola in Vico Duomo. Ho trascorso una giornata a servire pasti a chi ha bisogno, una esperienza che ti segna.

Si comincia a lavorare di buon’ ora. Si prepara il pranzo per le decine di “ospiti” che saranno serviti in sala verso le 12 e per quelli che, con molta discrezione, portano via un piatto caldo per chi li aspetta a casa. Durante l’intera mattinata è tutto un vai e vieni di cassette di verdura, fagotti di carne, dolci, frutta e tutto quanto il cuore di Nola e dei paesi limitrofi può donare a chi è meno fortunato. Tutti, singoli cittadini e commercianti, mandano ciò che possono. Dal fruttivendolo che dona cassette di pomodori e melanzane al commerciante che regala 30 kg di patate dal proprio magazzino, al pasticcere che invia interi vassoi di dolci, alla mamma di famiglia che nel fare la spesaaggiunge ai propri altri pacchi di pasta o farina per i figli di mamme meno fortunate.

Sembra di essere in vero e proprio ristorante, con una cucina attrezzata ed uno staff di sei persone cui si aggiungono altre tre per la sala. Il pasto viene servito  alle 12 con precisione svizzera. Quelli in sala sono circa 50 pasti e altrettanti vengono portati via e consumati, da chi ne ha una, presso la propria abitazione.  Si tratta di famiglie disagiate, spesso con almeno uno dei genitori in carcere; extra comunitari senza lavoro o anziani soli. Le signore impegnate in cucina li conoscono uno ad uno, e di ogni singola vita conoscono le piccole, grandi miserie. E’ per loro che lavorano così di buona lena. Per gli “ospiti” che vengono spesso anche da fuori, attirati dalla pulizia e (perché no?) dalla buona cucina della Caritas di Nola. I pasti vengono preparati  da questo attivissimo staff e serviti in vassoi. Un pasto completo dal primo al secondo con contorno, fino alla frutta ed al dolce; tutto anticipato da una consolatoria preghiera, per nutrire lo spirito prima ancora del corpo.

Finito il pasto, si passa alle pulizie. Nel giro di un’ora il campo da combattimento è lindo, lucido e disinfettato, anche per i volontari è ora di tornare, stanchi,  alle proprie case e tra abbracci e baci, ci si dà appuntamento alla prossima.  In questa estate capricciosa, mentre ancora ci si chiede se il portafogli potrà reggere il colpo di una vacanza, può essere “salutare” fare un salto in questo luogo incantato; magari in occasione di “Agosto col grembiule”. Si passa una mattinata in serenità e si va via molto più ricchi.

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