“Mandatopoli”, nel mirino anche un pagamento del 2013

NOLA- Un pagamento relativo alla legge numero 219 del 1981, potrebbe essere questa la chiave di volta dell’inchiesta giudiziaria che ha portato nella bufera l’Ufficio Ragioneria del Comune di Nola. Da quel pagamento e dalla denuncia di un dipendente sulla irregolarità, denuncia presentata a fine luglio di quest’anno,pare sia partita l’inchiesta che finora vede indagata una dipendente del Comune bruniano, una impiegata della Ragioneria.

Dopo l’esposto del dipendente, l’inchiesta si è allargata a macchia d’olio, portando a scoprire un clamoroso ammanco nelle casse comunali. Almeno sei milioni di euro elargiti attraverso mandati di pagamento gonfiati o emessi per due o tre volte. La prima parte dell’indagine ha chiarito che l’illecito si è certamente compiuto dal 2004 al 2009. Ma si indaga, visto che l’ultimo caso risalirebbe a luglio scorso, anche sul periodo successivo fino ad oggi.

I primi provvedimenti dell’amministrazione sono noti. Procedimento disciplinare nei confronti dell’impiegata, che però il giorno prima che scoppiasse il caso si è dimessa. Istituzione di una Commissione tecnica interna. E, notizia di oggi, lo spostamento di due colleghi della dipendente “infedele” in un altro ufficio almeno temporaneamente.

Sul fronte della magistratura, invece, al momento risulta “attenzionata” la dipendente. Le voci sul coinvolgimento di altri indagati non sono invece confermate né smentite da fonti inquirenti che sulla vicenda non rilasciano dichiarazioni. Bocche cucite. Procura di Nola e Guardia di Finanza lavorano insieme per ricostruire l’intera vicenda sulla base di documenti contabili finora acquisiti.

A lavorare per risalire alla verità sarà anche la commissione tecnica del Comune che sarà composta dal Ragioniere capo, dal Segretario comunale, dai Revisori dei Conti e da un professionista esterno esperto in bilanci pubblici.

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