“Mandatopoli” nolana, la dipendente si era già dimessa

gdf (1)Quando la dipendente, da più di venti anni in servizio presso il Comune di Nola, si è dimessa, allora è stato chiaro che la bomba stava per scoppiare. L’impiegata sapeva che si stava indagando sul suo conto, un consulto con il suo legale e la decisione di dimettersi per evitare forse misure cautelari. Allo stato infatti la donna risulta solo indagata.

Questo uno dei retroscena della vicenda che sta creando scompiglio al Comune di Nola. Una storia di doppie fatturazioni e mandati di pagamento che avrebbero sottratto alle casse dell’ente nolano cifre iperboliche: fino a 8 milioni di euro. Un “sistema” che avrebbe favorito determinate aziende, in un corto circuito che sarebbe emerso solo dopo una ispezione ordinata dal nuovo dirigente della Ragioneria. Carte alla mano, si è scoperto cosa sarebbe avvenuto dal 2004 al 2009. Dopo le dimissioni dell’impiegata, alle 19 di ieri sera Biancardi ha convocato d’urgenza una giunta che ha istituito una Commissione tecnica che dovrà indagare. Una indagine parallela a quella della Procura che oggi ha ordinato l’acquisizione di atti e documenti, delegata alla Guardia di finanza. Nei giorni prossimi saranno sentiti i colleghi di ufficio della dipendente. Il passo successivo da parte dell’amministrazione sarà inviare ogni atto alla Corte dei conti.

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