Si indaga anche a Nola sull’omicidio di Baiano, c’è la mano della camorra

La vittima, Fortunato Miele

La vittima, Fortunato Miele

BAIANO- Tredici colpi di beretta calibro nove sparati in pieno giorno, tre dei quali in volto. Una vera e propria esecuzione quella di Fortunato Miele, imprenditore 60enne di Baiano, ucciso ieri nel comune mandamentale in via Libertà. L’uomo è  caduto sotto il fuoco di un commando composto da due persone che lo ha raggiunto e freddato a pochi metri dalla Chiesa di Santo Stefano, poco distante dal Municipio. Erano le 13,15, Miele era nella sua jeep, una Suzuki Vitara che stava per parcheggiare sotto casa, poco distante dal luogo dell’agguato. Si trovava all’incrocio con via Malta quando, secondo una prima ricostruzione degli inquirenti, l’auto è stata accostata da una Citroen C3 grigia con a bordo due persone dal viso coperto da cappellini con visiera e delle calzamaglie. Qui sarebbe partita la raffica di colpi: uno dei due killer ha rivolto la beretta, un’arma in uso anche alle forze dell’ordine che contiene un caricatore con quindici munizioni, contro il finestrino della vettura di Miele. Dopo la prima scarica, il sessantenne ha cercato di accelerare la corsa andando però a finire, già ferito, contro il muro di fronte, nei pressi della vecchia sede di Sinistra ecologia e libertà. A questo punto un sicario è sceso dall’auto ed ha continuato a sparare, colpendo Miele con tre colpi in volto. Uno dei proiettili ha trapassato il cranio della vittima, rimasto esanime nella jeep, accasciato sul sedile passeggeri. Dopo avere compiuto il massacro, i malviventi sono scappati lungo via Libertà che sbuca sulla Nazionale delle Puglie; a questo punto hanno svoltato a destra in direzione Napoli e sono stati intercettati da una pattuglia della Guardia di Finanza delle tenenza di Baiano che li ha inseguiti fino a Nola; arrivati nel grosso centro del Napoletano però si sono dileguati nel traffico ed hanno fatto perdere le loro tracce. Il misterioso raid si è consumato in una strada centralissima, e sotto gli occhi sconvolti di decine di persone. Un proiettile è rimbalzato sul parabrezza di una vettura in cui si trovava anche una bambina, mentre una donna con un bimbo in carrozzina ha cercato riparo in un portone. Poco prima dell’agguato nella Chiesa di Santo Stefano, quella in cui a Natale di ogni anno a Baiano si festeggia l’amatissimo rito del Majo, era stato celebrato un matrimonio; gli sposi erano già usciti ed il corteo di invitati si stava allontanando per continuare i festeggiamenti in un ristorante in Alta Irpinia; negli stessi momenti, una squadra di tecnici stava aggiustando una luminaria danneggiata ieri notte dal forte vento. I killer, insomma, non hanno avuto alcun timore di agire nonostante l’orario e la presenza di decine di testimoni. A compiere i primi rilievi sul luogo del delitto i carabinieri della Compagnia di Baiano, diretta dal capitano Raffaele Iacuzio; a prelevare impronte ed a repertare la scena del crimine la scientifica dell’Arma. Pochi minuti dopo sono arrivati anche gli inquirenti, il sostituto procuratore presso la Procura della Repubblica di Avellino Teresa Venezia ed il il magistrato della Direzione distrettuale antimafia Francesco Soviero. Il primo esame della salma è stato compiuto dal medico legale Maurizio Saliva.  Via Libertà si è trasformata in pochi minuti in quella che ai tantissimi presenti sembrava la scena di un film. Il corpo di Miele era completamente crivellato di colpi, mentre cercava di difendersi coprendosi il viso gli assassini gli hanno spappolato una mano. Il suo omicidio è apparso subito agli investigatori una esecuzione conclusa anche con il colpo di grazia in viso. Chi ha sparato voleva giustiziarlo. Un modus operandi che secondo alcuni non lascerebbe dubbi sull’ambiente in cui indirizzare le indagini su questo spietato assassinio.

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