“Tappati in casa e con la paura di respirare”, il videoracconto di chi ha subito l’incendio della cereria

incendio1“Cosa abbiamo fatto dopo l’incendio? Siamo stati chiusi in casa” dice l’anziano che abita a pochi passi dalla cereria Nappi. Si sentiva puzza di uova marce, conferma dinanzi le telecamere di Forum Ambiente area nolana, Città viva, Rifiutarsi, Frastuono e Rize Up. “Eravamo chiusi in casa per paura della diossina” risponde alle domande di Gianluca Napolitano di Città viva. E’ questo uno degli estratti della video inchiesta degli ambientalisti dell’Agro nolano sul post- incendio nell’area artigianale di Saviano. Telecamere puntate sui racconti di chi in quella zona vive e in quell’area lavora, un modo per mantenere alta l’attenzione su quella che per gli attivisti è stata ed è tuttora una sciagura ambientale, nonostante le rassicurazioni iniziali dell’Arpac e la promessa di nuovi  controlli da parte delle amministrazioni coinvolte.

L’occhio della videocamera si sposta poi sull’area coinvolta nel rogo del 14 luglio. “Ogni tanto esce del fumo” dice un dipendente. Dunque ci sono ancora focolai, oltre che danni economici ingenti: solo due delle sette aziende della cittadella artigianale restano aperte, le altre hanno subito danni e sono chiuse.

Sono gli abitanti dei quartieri che hanno subito le conseguenze dell’incendio e della nube nera a raccontare cosa hanno sopportato. Problemi respiratori, nausee, problemi alla gola. Ed oggi l’incognita sulle condizioni dei campi circostanti e sugli effetti della ricaduta delle sostanze sprigionate dalla cereria. “Eravamo tutti in casa, e nessuno ci spiegava cosa fare” dichiara una ragazza. Il video si chiude col suo racconto, e con mille domande senza risposta.

Guarda il video: 

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