Apoteosi partenopea, Napoli da favola con l’artista Insigne

di Claudio Cafarelli (Maidirecalcio)

Dopo Bologna, Chievo e Atalanta il Napoli stende il Borussia Dortmund al San Paolo, l’esame di maturità contro i vicecampioni d’Europa, l’ennesima prova di un capolavoro tecnico e tattico di Rafael Benitez. Perché quello che impressiona degli azzurri, più dei risultati, è la capacità di aver svoltato così repentinamente l’approccio alle gare e lo stile di gioco da imporre in campo. Una rivoluzione più mentale che tecnica, una rifondazione che sembra avere già basi solide nonostante la partenza di uno dei più forti attaccanti del mondo e l’addio del tecnico che aveva guidato la squadra verso un “miracoloso” secondo posto, perché di miracolo si parlava.

E invece il buon spagnolo con costanza e carisma è riuscito ad elevare ad un’altra dimensione il Napoli di De Laurentiis, dandogli quella etichetta internazionale tanto cara al presidente e rincorsa per tanti anni con Walter Mazzarri. Benitez si è affidato all’esperienza e alle qualità tecniche di giocatori di spessore come Raul Albiol e Pepe Reina, uomini con nervi saldi e tante partite sulle spalle, e al talento poco riconosciuto di Jose Maria Callejon affiancato da un attaccante completo, “galactico”, letale, Gonzalo Higuain. L’argentino corre, lotta e si esalta. E’ leader in campo e fuori, conscio dei propri mezzi e di un’occasione unica, fare la storia con la maglia del Napoli, che per un albiceleste è sempre qualcosa di speciale. Ma dalla vittoria storica contro il Borussia emerge un giocatore su tutti: Lorenzo Insigne.

Accantonato da Mazzarri troppe volte nel suo primo anno di A, il talento di Frattamaggiore ha dimostrato con i fatti di meritarsi a pieno merito una maglia da titolare. Alla sua prima in Champions, spronato mentalmente dalla fiducia del nuovo tecnico, Lorenzo ha dato il meglio di sè, tra serpentine, uno-due e un gol da favola. Una traiettoria pazzesca che entrerà nella storia della competizione europea, una punizione perfetta, imparabile. Il Napoli ed Insigne rappresentano una macchina nuova che viaggia ad alta velocità, non mettiamo ostacoli, non pretendiamo costantemente il colpo di genio dal suo immenso talento, aspettiamolo, coccoliamo, per il bene del calcio e per il bene dell’Italia pronta ad accogliere un nuovo numero 10.

Una partenza perfetta, una mentalità nuova, una squadra che sembra giocare a memoria nonostante un lavoro di pochi mesi e la fiducia che cresce sempre di più. Ora occhio però al primo ko, ci sarà, è inutile negarlo, arriverà prima o poi, ma sarebbe nocivo, stupido e quantomai controproducente iniziare a rimpiangere il passato dimenticando lo splendore del presente.

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