Cinema e motori, una storia senza fine

di Pasquale Diglio (Maidirecalcio.com)

 

Ad una settimana dall’uscita nelle sale, Rush ha conquistato un grandissimo seguito di pubblico. Il box office parla di cifre che superano abbondantemente i 2,5 milioni di euro di incasso, ponendolo al primo posto tra i film usciti in questo periodo e tra i favoriti per la nomination agli Oscar.

La sortita di Ron Howard nel mondo dei motori non è però una prima visione. Sono tanti infatti i registi e gli attori che si sono buttati nel mondo delle corse. Alcuni con risultati eccezionali altri con veri e propri flop al botteghino. Alcuni titoli vanno però, di certo, menzionati.

1. Le 24 Ore di Le Mans

Interprete d’eccellenza, Steve McQueen, budget stellare, auto da capogiro, location straordinaria. Eppure fu un flop assurdo. Talmente grande da causare il collasso della Solar Production che deteneva i diritti del film. Il nostro eroe SMQ è un pilota che rivive in un flashback la “sua 24 ore”, una gara ricca di emozioni e di pathos, in cui lui è un pilota Porsche ed ingaggia una furiosa lotta con un pilota di casa Ferrari. Lo scontro è epico e drammatico e resta come uno dei più bei documenti cinematografici della storia delle corse. L’auto di McQueen è una Porsche 917 da lui realmente posseduta e che non potè iscrivere alla 24 ore del 1970 unicamente per problemi assicurativi. Nessuno volle prendersi il rischio di assicurare l’attore più pagato di Hollywood di quegli anni. McQueen riuscì però a correre la 12 ore di Sebring finendo al secondo posto, battuto da Mario “Piedone” Andretti.

2. Fast and Furious (serie)

Da contraltare al flop di SMQ si pone la fortunatissima serie di F&F. Arrivata oramai al suo sesto capitolo ha avvicinato il pubblico al mondo delle corse clandestine in America ed in Giappone. Partiti con il tema centrale de “la vita vissuta un quarto di miglio alla volta” si è piano piano negli anni spostata verso il genere più cinematografico dei furti e dei crimini acrobatici. Location in ogni parte del mondo hanno ospitato la banda dei palestratissimi Vin Diesel The Rock. Macchine truccatissime, coreografie eccitanti, donne molto poco vestite hanno fatto di F&F un vero fenomeno di costume, sdoganando il mito dell’underground motoristico in tutte le città del globo.

3. Velocità Massima

Tanto per citare un film di casa nostra, come dimenticare Velocità Massima con Valerio Mastandrea. Ambientato nella Roma di inizio 2000, nella Roma dei “garagisti” e delle gare all’Obelisco, da un ricco quadro dell’ambiente motoristico romano. Fa un pò il verso alla saga dei truzzi di F&F e rischia spesso di scadere nella similitudine con esso, fino a diventare il “Fast and Furious de noartri”. Ha però delle tematiche abbastanza sottovalutate che non riescono ad emergere in un film spesso dimenticato. La prova recitativa di Mastandrea è impeccabile, le critiche possono essere mosse per lo più alle bizzarre tecniche elaborative messe in atto o ai contagiri senza fine, che continuano a salire anche dopo 10 minuti con il pedale a tavoletta. E’ un film di nicchia, chi ha vissuto le corse clandestine a Roma, ma anche in altre città italiane, ci si potrà forse ritrovare, e magari potrà rivedere l’amico che è scomparso in quelle folli corse per le strade della Capitale.

4. Driven

Come dimenticare il bellissimo, per gli amanti del genere, Driven. Ambientato nella Champ Car, fa affidamento su un cast molto importante, un Burt Reynolds che fa il verso a Frank Williams, un maestoso Sylvester Stallone nei panni del pilota finito, richiamato solo per portare alla vittoria un giovane e promettente pilota, e Til Schweiger, il caro Hugo Stiglitz di Bastardi senza Gloria. E’ un film che fa della spettacolarità la sua carta vincente, scadendo spesso però nel buonismo e nel “politically correct” che nelle gare e nella vita reale spesso non c’è. Joe Tanto, Sly, addirittura arriva sacrificarsi, a rompere una sospensione in maniera quasi chirurgica, per consentire al suo giovane compagno di box di guadagnare quei 100 giri motore necessari per vincere la gara. Un poco surreale, ma si sa è cinema.

5. Cars – Motori ruggenti

Anche il mondo dell’animazione computerizzata non è riuscito a tenersi fuori dalle pista. Con Cars la Disney ha trovato un format davvero danaroso che le ha consentito un sequel e una serie di spin off davvero gustosi. Sono film ovviamente adatti ad un pubblico di bambini, ma alcune sfumature sono apprezzate anche dai più grandi. Il nome del protagonista è Saetta McQueen, chiaro rimando all’attore già citato prima, e sono innumerevoli i camei di auto o piloti famosi, come ad esempio quello di Michael Schumacher che prende le sembianze di una fuoriserie italiana. Il nostro protagonista si vede impegnato in una competizione, la Piston Cup, che lo obbligherà ad un viaggio per i deserti californiani dove, a causa di alcuni  inconvenienti occorsi durante il viaggio, farà la conoscenza con numerosi altri veicoli che lo coinvolgeranno in un cambiamento totale delle sue abitudini.

L’elenco di film citati è ovviamente privo di tantissimi altri titoli meritevoli di citazione, ma ho tentato di dare trasversalità al discorso, inserendo un titolo per ogni tipologia di corse. Così come non ho citato tanti attori che si sono appassionati alle corse, ma c’è sempre tempo per colmare questa lacuna. A breve anche una succosa recensione di Rush. Continuate a seguirci.

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