Festival di Casamarciano, l’edizione dei record. Il sindaco Manzi: “Nolano affamato di cultura”

festivalcasamarcianodi Bianca Bianco

CASAMARCIANO- “Siate affamati, siate folli”. Mutiamo la frase simbolo di Steve Jobs, il fondatore della Apple, per sintetizzare anche il pensiero del sindaco di Casamarciano Andrea Manzi al termine del “suo” Festival nazionale del Teatro. “L’area nolana è affamata di cultura” dice con la voce ormai rauca dopo dodici giorni di febbrile lavoro per la riuscita della kermesse. L’aggettivo folle invece lo aggiungiamo noi, per rimarcare quella che a volte è la spinta degli amministratori locali delle zone interne, sempre svantaggiate in fatto di cultura e turismo: la follia. “Folle” è stato il primo cittadino a credere col suo staff a questa manifestazione che ha chiuso il suo terzo anno e che è la più lunga dell’Agro: due settimane di palcoscenico, enogastronomia, attori di fama nazionale, ospiti di caratura internazionale. Folli sono stati quanti hanno creduto a questa esperienza e l’hanno animata ogni sera, preferendola alla televisione, alle mete più accorsate, alle mille e una sagra di scadente qualità che propongono altri luoghi.

Diamo qualche numero e qualche curiosità per capire la portata del festival 2013. Mille spettatori solo per l’ultima serata che ha visto in scena la Compagnia teatrale locale diretta dall’ex sindaco Giovanni Cavaccini. Circa 10mila le persone che hanno animato la cittadina delle nocciole. Sono stati 2400 i cannoli di Gibellina (città del trapanese gemellata con Casamarciano) venduti, mentre è andato esaurito lo stand di oli e vino di Castelvenere. Sold out anche per i formaggi sanniti e le specialità dei paesi partner (Gioia Sannitica, Faicchio, San Potito Sannita). Tra gli ospiti eccellenti, il console marocchino in Italia e l’attrice Pamela Villoresi che si è innamorata del pubblico e della location (Santa Maria del Plesco) ed ha promesso che sarà qui l’anno prossimo con la sua compagnia.

Sindaco Manzi, possiamo dire che è stato un successo?

Sì, e se dovessi dare un voto basandomi già solo sul gradimento del pubblico darei un 10 pieno. E’ stato un evento straordinario, e lo dimostra il pienone registrato ogni sera. La nostra fatica è stata ripagata.

Quale serata di queste dodici l’ha emozionata di più?

Di sicuro quella che ha visto in scena gli attori casamarcianesi e il nostro ex sindaco. Lo dico per campanilismo ma anche perché quella sera abbiamo registrato numeri incredibili e un grande affetto. Abbiamo dimostrato di essere una comunità unita e solidale.

Il binomio teatro- gastronomia ha funzionato?

E’ stato azzeccatissimo, e sarà ripetuto l’anno prossimo allargandolo ai nostri prodotti, quelli dell’area nolana. Così come incentiveremo la presenza di Compagnie campane. Vorremmo dare risalto alla realtà regionale.

La partnership con Avella, che ha portato il festival nell’anfiteatro romano, è stata gradita. Esperienza da ripetere?

Il festival deve diventare itinerante e consentire la scoperta di altri siti archeologici ed artistici di grande livello come quello avellano. Anche fuori dall’area nolana. Per questo sigleremo un accordo con “Mani e Vulcani” che ha portato in scena il Processo a Nerone ad Avella. 

Dall’entusiasmo generale comprendiamo che ci sarà una quarta edizione. Qualche anticipazione?

Cominceremo col mio staff a lavorare molto prima e punteremo ad un totale rinnovamento. L’asticella della cultura deve sempre salire, il Festival deve diventare appuntamento non locale ma regionale e per questo ci serve un teatro. Nei progetti del Comune c’è di ottenere la Chiesa di Santa Maria al Plesco e trasformarla in teatro, è un sogno che non abbandono. Poi creeremo una Fondazione che non sia scatola vuota ma occasione di crescita del paese, in cui convoglieremo il meglio delle nostre potenzialità. E di potenzialità ne abbiamo tante, se una attrice europea come Pamela Villoresi si congratula e ci chiede di potere portare la sua compagnia qui.

La Regione può darvi una mano. 

Siamo in graduatoria col nostro progetto, speriamo di potere contare anche sull’appoggio dell’assessore Sommese che è nostro conterraneo.

Un Festival azzera le mille problematiche del nostro territorio?

No, ma è la dimostrazione che la sinergia, la lungimiranza, il lavoro di squadra aiutano a fare emergere. Rispetto ai problemi dell’area nolana, lo spirito che deve animarci deve essere lo stesso che ha animato questa kermesse: lavorare insieme per portare avanti un progetto condiviso. Nel caso del festival, il progetto culturale. Nel caso delle criticità, il progetto delle bonifiche del territorio. In entrambi i casi si deve uscire dalla nicchia e attuare finalmente una politica di alto profilo.

Il suo personale tributo per questa edizione a chi va?

Abbiamo tutti lavorato tantissimo, ma il mio orgoglio è il nostro Forum giovani. In loro  in queste sere ho visto lo spirito della Casamarciano che sogno…

E’ la direzione giusta quella intrapresa con il festival?

Sì, perché quest’area è affamata di cultura. 

 

 

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