Il popolo dei “fantasmi” di Nola, gli homeless ferita aperta della città

straniero_villacomunalenolaNOLA- Dormono dove capita. Prediligono la villa comunale e l’ombra dei suoi alberi e le panchine. Queste le amano tantissimo, tanto da avere indotto il Comune ad “espiantarle” dall’arredo urbanistico (già scarn)o per impedire lo scempio. Gli stranieri (comunitari e non) di Nola senza fissa dimora sono una piaga purulenta, una ferita aperta nella città di San Paolino,santo della carità e della solidarietà. Difficile ignorarli. Arrivi a piazza d’Armi e li ritrovi a bivaccare ai lati dello storico slargo, in un fermo immagine di emarginazione e degrado. Bazzicano la stazione della Circumvesuviana, riposano nella villetta comunale. Si ubriacano, occupano caseggiati abusivi nelle zone più degradate della città. Si emarginano e sono emarginati, e pure sono così visibili nei loro bivacchi ad un passo dal Duomo di Nola e dal Comune.

Oggi il Comune di Nola pare avere preso a cuore la cura di questa ferita. Nei giorni scorsi i rappresentanti delle forze dell’ordine cittadine hanno incontrato il sindaco. Una riunione non ufficiale per discutere proprio del problema sicurezza ed ordine pubblico. Un primo risultato è stata l’espulsione di quattro clandestini, poca cosa ma un primo passo per cercare di arginare la parte cattiva dell’immigrazione. Una immigrazione che a Nola è costante. Sono 731 gli stranieri residenti, secondo fonti dell’Ufficio statistica, ma la popolazione forestiera arriva a 1000 contando gli homeless.

Circa trecento fantasmi che sopravvivono grazie allaCaritas diocesana, che si arrangiano in dimore abusive periodicamente sgombrate dalle forze di polizia e che hanno nell’alcolismo il principale rifugio. Una condizione inaccettabile.

 

 

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