Lui, lei, l’altro: quando l’amore è una gabbia da cui… evadere

di Mariarosaria Alfieri

* criminologa, presidente associazione Criminalt

In principio è la coppia. Poi la coppia si riproduce raddoppiandosi e ha vita la famiglia. E l’intera storia conflittuale delle relazioni umane si inscrive all’interno di questa dimensione. L’amore, la passione, si nutrono dal rapporto di coppia, non possono farne a meno, ma sempre più spesso  lo si vive anche come gabbia, come limite al proprio desiderio di felicità e libertà. Si è alla ricerca continua dell’altro da sé per costruire con esso un rapporto privilegiato, di piacere e di affettività, ma dopo un po’ piacere e affettività  non trovano più soddisfazione, e la persona amata si trasforma nel suo contrario. L’oggetto del desiderio si tramuta nella morte dello stesso desiderio, nel deserto dei sensi. Di qui la fuga, il bisogno di evasione e di trasgressione, la ricerca di un nuovo partner più adeguato al proprio sogno di felicità con il quale ricadere nella tana rassicurante del rapporto di coppia: il tradimento,  e poi  di nuovo la gabbia, la voglia di libertà. Il soggetto pertanto è segnato da un ciclo che si ripete all’infinito, una sorta di maledetto “Eterno Ritorno”. Perchè si tradisce?. Da uno studio campione condotto su 200 coppie è emerso che si tradisce per: apatia, noia nella coppia  (24%), carenze affettive  (34%), insoddisfazione sessuale (27%), desiderio del nuovo, dell’avventura, di trasgredire (37%), desiderio di dimostrare la propria virilità negli uomini e desiderio di sedurre nelle donne  (17%) , desiderio sessuale (19%), richiamare l’attenzione del partner (8%), fine della progettualità di coppia (14%). Alla domanda hai mai tradito? Il 60% dichiara di aver tradito. Nel dettaglio i risultati: mai 89 (40%) , una sola volta 40 (18%), più di una volta 68 (30%), spesso 17 (7%). Oggi dobbiamo considerare in questi dati anche il cosidetto e cosi tanto famoso tradimento virtuale. Internet certamente  non favorisce la comunicazione nella coppia. Ecco che di fronte ad incomprensioni, disagi e conflittualità fra partner, la tentazione è di “fuggire” nella vita virtuale.  Perché tentare di comprendere e di essere compresi, con tutte le difficoltà del caso, nel rapporto di coppia, quando c’è qualcuno, nella chat, con cui possiamo farlo senza difficoltà. Ciò che nasce come amicizia virtuale, se sopraggiunge all’interno di un disagio di coppia, può diventare amore virtuale. Con la persona dell’altro sesso conosciuta in chat, ci si arriva a condividere, spesso, parti di se stessi, non partecipate neanche col partner. L’intimità amicale diventa sempre più affettiva e si arriva a “sostituire” affettivamente e quindi a tradire il proprio partner.  Il significato originario della parola tradimento viene dal latino tradere, equivalente in italiano a consegnare, inteso nel significato di consegnare ai nemici. Ed infatti, il tradimento consegna la parte del noi che l’altro ha investito nella relazione, ad un altra persona. Il noi privato della presenza dell’altro, è come se di colpo si disintegrasse lasciando soli l’Io ed il Tu . Il tradimento pone di fronte alla presa di coscienza dell’individualità di ognuno di noi e della precarietà di ogni relazione umana, indipendentemente dalla sua durata e dal profondità del legame instaurato. All’inizio del tradimento c’è una sorta di regressione ‘adolescenziale’. Lo schema sentimentale ricorda appunto quell’età caratterizzata da amori fortemente passionali accompagnati da un turbinio d’emozioni. Ma a differenza di quegli amori, questa volta ci saranno conseguenze per lo più imprevedibili, ma ci si sorvola su quest’ultime, si preferisce non vedere. Il tradimento mantiene sempre la relazione “tre metri sopra il cielo” perchè non presenta i litigi, la quotidianità , le preoccupazioni tipiche del matrimonio. Anche, se col tempo, può divenire fonte di forte ansia per conciliare tempi e luoghi da dedicare a due relazioni diverse. Spesso i due amanti possono perdere il controllo e arrivare anche a gesti violenti ed estremi nei confronti del partner tradito, come se si volesse eliminarlo definitivamente per poi vivere con piena tranquillità e libertà quella che era nata come relazione clandestina. Da qui la coppia criminale: gli amanti diabolici. E’ però anche doveroso sottolineare che non tutti gli amanti usano violenza o cercano di uccidere l’altro partner. Ne’ è giusto criminalizzare chi decide di avere relazioni extraconiugali. Siamo essere liberi e tali dobbiamo restare.

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