No allo scippo delle sorgenti del Baianese, la rivolta del mandamento contro Napoli

sorgente-avella1di Bianca Bianco

Baiano. Proteggere le sorgenti di Avella. Difenderle dallo «scippo» napoletano paventato dalla riforma degli enti d’ambito in discussione in Regione Campania. Anche il Baianese si prepara ad affrontare la battaglia contro chi vuole assoggettare la gestione del servizio idrico ai nuovi Ato (Ambiti territoriali ottimali) attraverso il riordino. Le acque finirebbero, con questa riorganizzazione, sotto la gestione dell’Ato 2 Napoli. Ieri mattina Enrico Montanaro, Marco Alaia e Domenico Biancardi, rispettivamente sindaci di Baiano, Sperone ed Avella, hanno avuto un primo incontro con i segretari dei tre enti. Al tavolo intercomunale è stata presentata proprio la questione della riforma della gestione del servizio idrico che mette a serissimo rischio l’autonomia dei tre paesi che, grazie all’acquedotto in cui convogliano le ricche sorgenti avellane, si sono resi indipendenti dall’Alto Calore. Le tre fasce tricolori sono determinate, vogliono a tutti i costi evitare che il patrimonio idrico del Baianese venga sottratto alla gestione comunale e scongiurare un aumento delle tariffe dell’acqua. Nel corso delle ultime settimane sono stati costanti i contatti tra i tre Municipi, nonché il ricorso a consulenze legali che hanno infine chiarito la strada da intraprendere per sottrarsi al giogo degli Enti d’Ambito. La strada pare essere solo una, la gestione associata del servizio. Lo chiarisce il sindaco di Baiano Enrico Montanaro: «Con i colleghi Alaia e Biancardi abbiamo ritenuto opportuno cominciare a rapportarci per trovare una soluzione condivisa. Allo stato riteniamo che quella giusta sia la costituzione di un unico organismo che gestisca le sorgenti dei tre comuni». Lo strumento utile è la gestione associata con la nomina di un unico responsabile. Questa riforma condurrà poi alla determinazione di tariffe uguali per i cittadini di Baiano, Avella e Sperone. «Questa è una concreta possibilità per non essere accorpati al nuovo Ambito che potrebbe portare i costi alle stelle», conclude Montanaro. I prossimi passi burocratici sono già scritti. Verrà vergata una bozza di convenzione tra i tre enti e ciascuno presenterà il proprio piano industriale relativo alla gestione idrica. Infine il passaggio obbligato del documento unico nei rispettivi Consigli comunali. Nei giorni scorsi è partita anche una campagna a colpi di manifesti contro il “furto” delle acque irpine a favore dei Comuni del Napoletano. Dopo anni di autonomia idrica, il Baianese non ci sta a cedere il suo prezioso liquido blu. E si prepara a difenderlo ad ogni costo anche in nome della battaglia per i sì nel referendum nel 2011.

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