Orto “stupefacente”, coltivava canapa indiana tra melenzane e pomodori: denunciato 62enne

di Nello Lauro

Un orto “stupefacente”. Era quello coltivato con cura e devozione in località “Torella” alle pendici del Monte Fellino tra i territori di Cicciano e Roccarainola. Qui nel bucolico quadro  di melanzane, pomodori, vigneti e uliveti crescevano al sole della vasta campagna nolana rigogliose e indisturbate diverse piante di canapa indiana. Una miscela quanto meno insolita di colture con la sottile linea della legalità varcata da piante alte dai 2 metri e mezzo fino ai 3 metri scoperte dai carabinieri della stazione di Cicciano, agli ordini del maresciallo Giuseppe Giudice dopo un’intensa attività infoinvestigativa durata alcuni giorni che hanno condotto i militari nel podere posto nella zona periferica tra i due comuni di Cicciano e Roccarainola. Quando sono arrivati sul posto gli uomini della Benemerita hanno trovato, non senza difficoltà, occultate tra vegetazione e coltivazioni varie 18 piante di canapa indiana che una volta essiccata avrebbe rifornito con ogni probabilità il sempre florido e fiorente mercato della droga leggera dei paesi del Nolano. Dopo aver verificato che si trattasse di canapa indiana i carabinieri hanno sequestrato il fondo agricolo e proceduto al taglio delle piante, che ora si trovano presso la Procura di Nola dove saranno analizzate; successivamente il magistrato darà mandato di distruzione delle stesse. I carabinieri della compagnia di Nola, agli ordini del capitano Michele Capurso, hanno anche denunciato il proprietario del terreno incriminato, agricoltore non per caso ma per mero interesse economico: si tratta di A.D., 62 anni, di Cicciano ma residente a Mugnano del Cardinale, nella Bassa Irpinia, che è già in carcere per reati analoghi.

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