Padre Federico chiude e va via, i francescani lasciano Avella

conventoo-avelladi Bianca Bianco 

AVELLA- Non sarà più padre Federico a far risuonare la campana del Convento. Non saranno più i francescani a tenere in vita il chiostro e le biblioteca della struttura che abbellisce il centro di Avella da seicento anni. È arrivata l’ora, per l’Ordine, di dire addio al paese. E per gli avellani è arrivato il mestissimo momento dell’addio alla famiglia francescana che per sei secoli è stata punto di riferimento, spirituale e non solo, per il Mandamento. L’ordine provinciale dei francescani ha infatti deciso e, dando seguito ad una scelta operata ormai da due anni, dice addio ad Avella. A fine mese l’ultimo frate rimasto a tenere in vita il Convento della Santissima Annunziata, padre Federico D’Andrea, si trasferirà definitivamente a Taurano, presso il convento di Sant’Angelo in Palco. Entro fine settembre, il francescano che negli ultimi decenni ha animato da solo il Convento andrà via; verranno tenute aperte solo le sedi destinate al Gruppo Scout avellano, mentre due volte a settimana un frate da Taurano dirà messa in paese. Per gli avellani che ogni domenica ascoltavano le omelie di padre Federico, il suo addio è un doppio colpo al cuore visto che, per decisione dei Padri provinciali, non potrà passare il testimone a nessuno. Per la prima volta dal 1580, data di costruzione del Convento, l’edificio religioso resterà chiuso. È una perdita anche per la cultura locale. Il complesso conventuale, completato nel 1589, vanta un magnifico chiostro che testimonia il connubio tra l’arte cinquecentesca e l’archeologia, con l’utilizzo di colonne dell’anfiteatro per abbellirlo. Il refettorio oggi è usato per tenere conferenze, mentre sono ben conservati gli affreschi, così come la biblioteca. Insomma, un gioiello architettonico. Da preservare. Lo afferma anche il sindaco Domenico Biancardi: «Purtroppo poco si può per far restare i francescani, ma molto è nelle nostre possibilità per tutelare il Convento». In primo luogo, per non perdere la preziosa biblioteca: «Daremo ogni aiuto per la manutenzione ordinaria – continua Biancardi -, mentre a tenerla in vita saranno gli scout. Più in là daremo a questo pezzo della nostra storia un destino certo, tutto il paese lo vuole».

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