Villaggio preistorico, Sel area nolana consegna dossier al ministro Bray

villaggio_nuoveNOLA- Il Ministro Massimo Bray, titolare del dicastero per i Beni e le attività culturali è stato ospite della Festa regionale di SEL mercoledi 25 settembre.

La segreteria del circolo di SELnolana, da sempre attenta alle questioni che riguardano la salvaguardia dei beni cultuirali del territorio, ha colto l’occasione per presentare direttamente nelle sue mani un dossier corredato da un’accorata lettera per chiedere un intervento diretto a favore del Villaggio preistorico dell’età del bronzo, unanimemente considerato un patrimonio unico non solo per il territorio ma per l’intera umanità.

Proprio in questi giorni, infatti, sono partite le procedure di interramento a salvaguardia del sito, essendo stato sinora impossibile concentrare risorse e attenzione sufficiente alla sua messa in sicurezza, valorizzazione e ampiamento, “tuttavia – osservano i promotori dell’iniziativa – restiamo tra quelli che non si rassegnano a questa dolorosa soluzione e reclamiamo dalle Istituzioni una risposta all’altezza della sfida.”

“Abbiamo riscontrato la massima attenzione e disponibilità nel Ministro e nel suo staff – sottolineano dal circolo di via Fonseca – e già nei prossimi giorni chiederemo per tramite dei nostri parlamentari un incontro al Ministero retto da Bray per approfondire la questione. Sappiamo che è una corsa contro il tempo, ma già con la visita di Nichi Vendola al Museo archeologico e con le numerose iniziative politiche di questi mesi abbiamo intrapreso un percorso che auspichiamo ci porti lontano”.

 

Di seguito il testo della lettera

 

Gent.mo  Sig. Ministro Massimo Bray

 

In questi giorni a Nola si sta procedendo all’interramento del Villaggio Preistorico, il sito archeologico risalente all’età del bronzo seppellito dall’eruzione del Vesuvio conosciuta come “le pomici di Avellino ( 1800 circa a.C.).

L’interramento del sito sarebbe necessario a causa dell’innalzamento della falda acquifera che ne rende impossibile l’accesso e ne minaccia la distruzione.

Nessuna tra le Amministrazioni pubbliche, in questi anni, è stata  in grado di porre rimedio al rischio che correva il “villaggio”, anche  per una sorta di atavica rassegnazione delle classi dirigenti meridionali.

Eppure, secondo molti, questo sito rappresenta un patrimonio non solo per il territorio nolano e per l’Italia intera. 

Questo luogo porta con sè una componente di “unicità” che ha portato molti studiosi a ribattezzarlo “la Pompei dell’Età del Bronzo”, una testimonianza,  forse, si ripete, unica, di come vivevano i nostri antenati quasi quattro millenni addietro

Abbiamo apprezzato, sig. Ministro, l’attenzione che Lei ha più volte avuto nei confronti di alcuni dei più importanti beni culturali del Paese, in primis Pompei e la Reggia di Caserta, per cui, proprio per la specificità che anche il Villaggio Preistorico porta con sè, vogliamo sollecitare l’intervento diretto del Ministero che Lei sta guidando.

L’interramento del “Villeggio” è un segno di resa alle difficoltà, una scelta di retroguardia che non condividiamo perché esprime una continuità  ed il rispetto di una gerarchia delle priorità di sempre, che denota il ruolo subalterno dei siti culturali e la scarsa considerazione di vederli anche come volani di occupazione qualificata e di sviluppo economico dei territori.

Noi, sig. Ministro, le chiediamo una manifestazione di volontà  decisa e precisa, volta a significare una inversione di tendenza simbolicamente inequivocabile: non interriamo il villaggio preistorico, risolviamo il problema della falda acquifera anche se richiede costi economici notevoli e soluzioni tecniche complesse e riportiamo alla luce anche le altre capanne e gli utensili ancora “protetti” dalla madre terra, lì ancora racchiusi per non scalfire interessi privati.

Gent.mo Dott. Bray, Sinistra Ecologia e Libertà della zona nolana confida nell’intervento del suo Ministero perché la sua formazione umana e culturale, non espressa dai sinedri di malaccorte e stantìe logiche politiche, possa coraggiosamente far affermare un concetto a noi caro: la cultura è la “Koinè”  attorno alla quale si misura il grado di crescita evolutiva,  di sviluppo sociale, di ricchezza interiore non solo di una comunità  locale, ma dell’intera umanità.

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