Aule strette e bagni fatiscenti, a Cimitile scoppia la polemica sulle scuole

scuolaCIMITILE- Aule troppo strette, bagni fatiscenti, vie di fuga interdette da lucchetti, impianti elettrici antidiluviani, grate alle finestre e una giungla di erbacce all’ingresso. E’ la spietata descrizione delle scuole dell’Istituto comprensivo di Cimitile e delle condizioni in cui versa secondo la denuncia della minoranza consiliare. Tommaso Panagrosso (gruppo Pd) e Vincenzo Tedeschi (gruppo “Insieme si può”) si sono rivolti al sindaco della città delle Basiliche Nunzio Provvisiero; al primo cittadino hanno chiesto con una istanza interventi immediati per consentire agli studenti cimilitesi di studiare e trascorrere le loro mattinate in ambienti salubri e soprattutto dignitosi.

L’istanza nasce dal sopralluogo che gli stessi esponenti dell’opposizione,  recependo le lamentele di alcune mamme, hanno effettuato nel plesso scolastico. “Dopo non poche pressioni da parte del sindaco per impedire il sopralluogo- dichiarano Panagrosso e Tedeschi- il dirigente scolastico lo scorso 5 ottobre ci ha ricevuto guidandoci successivamente in visita ai plessi. Abbiamo potuto riscontrare le pessime condizioni degli stessi, sia per quanto riguarda la sicurezza che l’agibilità, questo soprattutto nel plesso Iacp”.

Le problematiche registrate da Panagrosso e Tedeschi sono delle più disparate. Li elencano loro stessi:  “Aule anguste, messe a terra inesistenti, bagni fatiscenti, spigoli vivi pericolosissimi, uscite chiuse con lucchetti, erbacce antistanti altissime, interruttori a vista, grate alle finestre,fili elettrici scoperti”. Una situazione che, sottolineano, andrebbe avanti da tempo tra appelli (del preside) inascoltati dall’amministrazione e proteste delle mamme. “Tutto questo- continuano- nonostante interventi  programmati dall’Ufficio tecnico comunale di  somma urgenza necessaria a garantire la sicurezza negli edifici scolastici eseguiti nell’estate scorsa per una somma complessiva di circa 30milaeuro. Ci chiediamo pertanto, come sia stato possibile che, dopo una spesa non proprio irrisoria di 30mila euro circa per rendere agibili e sicuri i plessi scolastici,  ci ritroviamo in una situazione di emergenza e di degrado per noi inaccettabile. Sollecitiamo, quindi, il sindaco e l’assessore alla pubblica istruzione di accertarsi degli avvenuti interventi della messa in sicurezza degli istituti quanto prima in modo risolutivo per restituire la giusta serenità ai bambini e alle loro  famiglie per garantire  loro diritto allo studio che passa a nostro avviso non solo attraverso l’istruzione ma anche attraverso spazi accoglienti e funzionali”.

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