Bomba all’agenzia di pompe funebri di Visciano, assolti due imputati

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VISCIANO- Un clamoroso caso di racket del “caro estinto”. Titolare e collaboratore di una agenzia funebre indagati e poi finiti a processo per minacce ed un attentato nei confronti dell’attività rivale. Un fatto di cronaca accaduto a Visciano nel 2009 e risoltosi ieri con l’assoluzione dei due imputati Federico Graziano di Taurano e Salvatore Caliendo di Visciano.

Era il 2009 quando una bomba carta esplose dinanzi una agenzia funebre della cittadella della carità. L’attività era stata appena inaugurata, i carabinieri che avviarono le indagini ritennero che si trattasse di una manovra offensiva per tutelare il monopolio sul “mercato” dei funerali in area nolana. Al termine dell’inchiesta, furono fermati dalla Procura di Avellino Federico Graziano, che era titolare dell’agenzia di pompe funebri rivale, ed il suo dipendente Salvatore Caliendo. Quest’ultimo per l’accusa aveva materialmente messo l’ordigno,  era stato sorpreso qualche giorno dopo i fatti a piazzare un ordigno dinanzi la nuova agenzia a Visciano; contro gli imputati anche una serie di intercettazioni telefoniche condite di minacce contro i concorrenti.

L’impianto accusatorio della Procura però è venuto meno nel corso del processo di primo grado. Ieri mattina, dinanzi il Collegio giudicante del Tribunale di Avellino presieduto dal giudice Matarazzo (giudici a latere Cassano e Rizzi), i due imputati sono stati assolti dalle accuse.

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