Festa dei Gigli, bocciata la censura alla Fondazione ma il dibattito anima la città

consiglio_nola7lugliodi Bianca Bianco

NOLA- Il Consiglio comunale ha bocciato, con 15 voti contro 10, la mozione presentata da 12 consiglieri comunali contro il Consiglio di amministrazione della Fondazione Festa dei Gigli. Non approvata l’istanza dei consiglieri, capeggiati da Vincenzo Iovino, che chiedevano di censurare l’operato dell’ente presieduto dall’avvocato Raffaele Soprano per l’aumento di componenti delle commissioni istituite per occuparsi di diversi aspetti della kermesse di giugno. In violazione allo Statuto ed in particolare all’articolo 25, le commissioni sono passate da quattro a sette e i componenti da 12 a 49. Una proliferazione che per i consiglieri autori della mozione è solo “una sistema per ingraziarsi i favori dei cittadini”, mentre per la Fondazione è una “ulteriore apertura” della festa a tutte le parti sociali.

Nel corso dell’assise, caratterizzata da una ampia partecipazione e da un animato dibattito (la seduta è durata quattro ore) è andata in scena la contrapposizione tra le due fazioni. Per il sindaco Biancardi “c’è stata una violazione della norma ma ad essa non può corrispondere una censura alla Fondazione perché questa ha agito in buona fede al fine di evitare che la manifestazione fosse sempre gestita da pochi, sempre gli stessi”. L’articolo sarà modificato e le nomine nel frattempo non avranno validità. Chiara Ruocco (Città Viva) ha posto l’accento sul riconoscimento della personalità giuridica della Fondazione, non ancora avvenuto. Aspetto che si ripercuote sulle iniziative giuridiche e non della stessa, come la sottoscrizione del contratto con il neo direttore artistico Roberto De Simone. Per Biancardi non v’è questione: “L’iter è in fase di completamento”.

Il dibattito si è concluso con la votazione che ha “bocciato” la mozione di censura promossa dai consiglieri. Ma quello tra i cittadini e le forze politiche e non interessate alla festa non cessa. Aspramente criticata la bocciatura della mozione da chi vede in questa prova di forza l’ennesima ingerenza della politica cittadina nella organizzazione della ballata. C’è poi una parte della cittadinanza e della politica, espressa in Consiglio da Salvatore Maffettone (Pd), che pur non sottovalutando il tema si chiede se non sia giusto spendersi anche per discutere dello scandalo “Mandatopoli”.

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