I Regi Lagni straripano, danni a terreni e coltivazioni: il grido d’allarme degli agricoltori del Nolano

di Carmela Iovino

CIMITILE- Non c’è pace, ormai, per i contadini cimitilesi e nolani. Oltre alla crisi economica, che ancora non accenna a ridurre la sua morsa, si aggiunge ora un altro grave problema che pare anch’esso, purtroppo, destinato a durare: le inondazioni dell’Alveo Gaudio-San Donato, sito in località Boscofangone (nei pressi del Vulcano Buono), che più volte negli scorsi mesi hanno invaso gli svariati ettari di terreno circostanti, rovinando i raccolti di tanti sfortunati coltivatori. Quattro, racconta il proprietario di un lotto adiacente all’alveo Gaudio, gli straripamenti del fiume artificiale solo negli scorsi due mesi: l’ultimo, “il più devastante”, lo scorso lunedì (30 settembre) in seguito a una forte tempesta, un’alluvione che ha ricoperto completamente le campagne adiacenti, raggiungendo un livello di circa mezzo metro al di sopra del suolo e  arrivando addirittura a travolgere anche i terreni al di là della strada. Ingenti e “irreparabili”, spiega il coltivatore cimitilese, i danni alle colture lì presenti, che sono state totalmente ricoperte da una violenta valanga di acqua e fango. Ma, quel che è peggio, accanto ai danni economici si vanno ad aggiungere anche quelli ambientali, ben più gravi ed estesi: l’inondazione, infatti, ha portato con sé una grande quantità e varietà di rifiuti, quelli presenti nell’alveo divenuto ormai una vera e propria discarica: bottiglie di vetro e di plastica, vecchi giocattoli e utensili di ogni genere e persino gomme e carcasse di automobili, per non parlare dei probabili veleni scaricati dalle industrie del territorio. Uno scempio ambientale di enorme portata che, stando alle parole dei contadini, pare non interessare le autorità competenti, sorde al loro grido di aiuto. La Regione Campania nel 2009 aveva stanziato 50 milioni di euro per opere di riassetto e messa in sicurezza dell’alveo in questione, inserite nell’intervento di ampliamento dell’Interporto campano e di costruzione del deposito di manutenzione ferroviaria della Ntv (Nuovo trasporto viaggiatori), ma secondo i coltivatori della zona poco è stato fatto per migliorare la loro situazione, che, anzi, in questi tre anni pare addirittura essere peggiorata. “Il lato delle officine Ntv – racconta indignato il nostro coltivatore cimitilese – è stato davvero messo in sicurezza [visibile, infatti, una robusta ringhiera di ferro, ndr] mentre la sponda confinante con le nostre terre non possiede alcun argine e l’alveo, per giunta, è quasi allo stesso livello dei terreni”. Vana la petizione sottoscritta a inizio anno dai contadini dell’area, che chiedevano alla Regione, alla Protezione civile e al Consorzio di bonifica del Volturno “interventi urgenti” di bonifica e messa in sicurezza del letto del fiume per scongiurare uno straripamento, di fatto poi avvenuto. I Comuni interessati, Cimitile e Nola, sembrano non poter occuparsi del problema in quanto “non di loro competenza” e i coltivatori, disperati, ormai non sanno neanche più a chi rivolgersi. La loro richiesta, urgente e più che legittima, è quella di “mettere in sicurezza” il lato dell’alveo Gaudio confinante con i loro appezzamenti di terreno e di “fare una manutenzione costante” dello stesso, completamente abbandonato e incurato da più di due anni (dalla fine dei lavori nel marzo 2011), come appare chiaramente visibile dalla folta e selvaggia vegetazione nonché dalla presenza massiccia di rifiuti di ogni tipo al suo interno. I coltivatori, a questo punto, prevedono di aggrapparsi all’ultima possibile via d’uscita: “La situazione è drammatica e nessuno ci ascolta, perciò l’unica via che ci resta è quella di procedere legalmente”. Grande fiducia, però, è riposta da parte loro anche nell’efficacia dei media nel dar voce, e ascolto, alla loro disperata richiesta di soccorso.

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