Il villaggio preistorico sotto una pioggia di..appelli, il Pd porta il caso in Senato

villaggio_nuovedi Bianca Bianco 

NOLA-Il destino del villaggio preistorico di Nola sembra già scritto. A settembre il sito di quattromila anni fa è diventato un cantiere, in attesa dei lavori degli archeologi per mettere in sicurezza e salvare le capanne sommerse dall’acqua della falda sottostante. Sull’area di via Croce del Papa, secondo i progetti redatti dalla Soprintendenza, avverrà prima l’interramento e poi la creazione di un parco archeologico con la ricostruzione delle abitazioni preistoriche. Ciononostante continua la battaglia di chi vuole a tutti i costi il recupero del preziosissimo sito.

Ultima iniziativa in ordine di tempo, l’atto di sindacato ispettivo numero 3-00450 pubblicato nella seduta numero 133 il 29 ottobre scorso. Tre i senatori a farsi portavoce dell’istanza: Andrea Marcucci, Pasquale Sollo ed Enzo Cuomo del Partito democratico. Con loro la vicepresidente del Senato Valeria Fedeli. I Democratici di Palazzo Madama hanno rappresentato  al Ministro dei beni e delle attività culturali e del turismo Massimo Bray  la vicenda, ormai annosa, del Villaggio Preistorico di Nola.

In esso i Senatori chiedono a Bray se il Ministro sia a conoscenza della situazione e quali siano le sue valutazioni in merito e se e quali iniziative, tenuto anche conto dell’urgenza e della gravità della situazione attuale, intenda assumere affinché sia avviata una programmazione di interventi “atti a scongiurare l’interramento definitivo del villaggio preistorico nolano, a conservare e restaurare le strutture e a valorizzare il sito nel suo complesso, potenziale volano per l’economia dell’intera area che già soffre del tasso di disoccupazione più alto rispetto all’intero territorio nazionale”.

L’affaire villaggio preistorico, insomma, approda anche nell’aula del Senato italiano. L’ennesimo grido di allarme per il sito archeologico più sfortunato della storia nolana. O forse più bistrattato. Gli appelli per salvare l’area in cui 4mila anni fa l’eruzione del Vesuvio (quella definita delle pomici di Avellino) cristallizzò la vita degli abitanti della zona che oggi coincide con via Polveriera si sono sprecati. L’ultimo è stato quello dell’assessore ai Beni culturali al Comune di Nola, Cinzia Trinchese, che con una accorata missiva chiese sempre a Bray di venire a Nola a constatare di persona la situazione. Nel 2011 ci fu l’appello del sindaco Geremia Biancardi ai privati, non si contano quelli di Sinistra ecologia e libertà area nolana, della Cgil area nolana, di singoli, privati e associazioni cittadine. Tutti uniti per chiedere che un pezzo di storia dell’area nolana non affondi nell’acqua e nel dimenticatoio.

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