“Tu, mio”, Erri de Luca offre una lettura per cuori profondi e insaziabile

di Isabella Savinelli 

“Tu, mio” è un romanzo dello scrittore, traduttore, poeta e giornalista Erri de Luca, definito da molti critici letterari “lo scrittore del decennio” . Risale ad un quindicennio fa ma, nonostante questo piccolo lasso di tempo, è sempre riproponibile perché, come ogni libro di Erri de Luca, scava a fondo nelle emozioni che qualsiasi lettore, in momenti profondi e cruciali della sua vita, ha sempre avvertito. Lo si evince anche dal titolo emblematico che da subito trasmette curiosità, intensità, immobilità e turbamento.

È ambientato nel periodo successivo alla seconda guerra mondiale in una soleggiata e oscura isola di Ischia. Il protagonista è un ragazzino nato a Napoli, di cui non viene svelato mai il nome, taciturno, magro, attento e sensibile che trascorre una magnifica estate su quell’isola di pescatori. In quell’ estate degli anni cinquanta sviluppa un profondo interesse per la seconda guerra mondiale, mentre gli adulti, compresi i suoi genitori, chiudendo la mente a quell’atroce ricordo, lo spingono ad frenare questa sua ossessione. Su quest’isola incontra e si innamora di una ragazza ebrea in vacanza in Italia: Haia per lui, Caia per chi non conosce e non conoscerà mai il suo segreto, una ragazza più grande dal “dente spezzato tra le labbra piene”. L’amore fra i due è abbastanza incerto e ricco di tentennamenti, tipico di storie adolescenziali: tra i due non ci sono baci veri e propri, sulla bocca, ma semplici baci sulla fronte, confessioni di ricordi e speranze e passeggiate mano nella mano. Dopo aver conosciuto il passato di Caia, il protagonista accumulerà una grande rabbia che scoppierà in modo risoluto e catartico alla fine di quell’estate, alla fine del romanzo e che, di sicuro, desterà sorpresa e amarezza.

Chiari e mirati alcuni insegnamenti che Erri de Luca trasmette magistralmente in questo sospiro di libro. Tra questi, l’importanza di conoscere il nostro passato: niente può cambiare il corso degli eventi trascorsi, l’unico insegnamento che un uomo può trarre dai colossali errori del passato è farne tesoro gettando delle basi solide e valide per un presente migliore. Quelli raccontati da Erri De Luca sono tempi in cui la guerra non tiene più compagnia ai racconti degli adulti intorno al tavolo dove i bambini, a forza di ascoltare, diventavano grandi. Tempi in cui gli adulti non vogliono ricordare l’ingiustizia storica vissuta e subita. Tempi in cui i giovani non vogliono conoscere, perché impegnati a spassarsela sull’isola… Tutti tranne il protagonista. Risalta, poi, la precoce maturazione del protagonista che, accelerando le tappe della sua formazione, supera, nell’arco di una sola estate, la “linea d’ombra” che dall’adolescenza porta alla maturità scoprendo sentimenti forti come l’amore per una ragazza, il dolore della guerra passata e rendendosi conto di voler andare oltre per scoprire i valori fondamentali della vita. Tra questi ultimi prende posto sicuramente l’amore, altro tema qui sfiorato da Erri de Luca: la storia tra il protagonista e Caia, fatta di sospiri e innocenti contatti, fa capire che l’amore, quando è autentico, non è desiderio di possesso, ma di protezione dell’altro.. Di sicuro non è un libro che si legge e basta, è un libro che chiede di andare al di là dalle superficie, al di là della prima impressione e dei luoghi comuni. È un libro che fa pensare e provare emozioni di grande umanità, non è per i lettori superficiali e occasionali, ma è per i cuori profondi e mai insaziabili.

AUTORE: Erri de Luca

TITOLO: Tu, mio (1998)

EDITORE: Feltrinelli

PAGINE: 114

PREZZO: 6.50 €

 

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