Dal Majo al Giglio, gemellaggio delle due tradizioni tra cielo e terra

Foto d'epoca del Majo di Baiano (archivio Carmine Montella)

Foto d’epoca del Majo di Baiano (archivio Carmine Montella)

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di Bianca Bianco (Il Mattino)
Baiano. Il rito del Majo alla Borsa archeologica del turismo di Paestum. Il culto arboreo condiviso da tutti i comuni della Bassa Irpinia e, attraverso la simbologia del Giglio, da quelli confinanti dell’Agro nolano, sarà protagonista di una delle quattro giornate (dal 14 al 17 novembre)  in cui si svilupperà la manifestazione che da sedici anni propone il turismo culturale, il folklore e l’archeologia tra le ricette per lo sviluppo regionale.
L’iniziativa del Gruppo archeologico avellano “Maiuri” verrà illustrata dal direttore Pietro Luciano e dai sindaci del Baianese nel corso di una conferenza stampa che si terrà oggi pomeriggio presso l’aula consiliare di Baiano. Il Majo, ovvero l’alto fusto sacrificato un tempo per divinità pagane ed oggi “immolato” all’altare dei Santi patroni di tutti e sei i paesi mandamentali, è una delle effigi più rappresentative delle tradizioni folkloristiche della Bassa Irpinia.
Tutte le comunità del Baianese celebrano il rito del taglio e del trasporto dell’albero a valle in date diverse (la festa più nota si tiene a Baiano il giorno di Natale in onore di Santo Stefano), ed ancora oggi conservano il rispetto per una tradizione ancestrale. Una tradizione che nell’Agro nolano assume le forme del “Giglio” cullato a Nola, a Brusciano ed a Barra da possenti paranze.
Nonostante le differenze, molti collegano le due feste, legate entrambedalla simbologia fallica (da un lato l’albero, dall’altra il Giglio).
Anche per questo finiranno nella stessa “vetrina” di Paestum attraverso lo stand che il Gruppo archeologico avellano dedicherà alla “Via dei Maj”, ideale percorso storico culturale che va da Mugnano del Cardinale a Barra. Il progetto che unisce le feste dei paesi della Valle dell’Antico Clanio sarà dibattuto sabato 16 novembre nel corso di un incontro cui presenzieranno anche l’onorevole Pietro Foglia, presidente della VIII Commissione Permanente Consiliare Agricoltura, e dall’assessore regionale ai Beni culturali Pasquale Sommese e coordinato da Pietro Luciano e Felice Pastore. Non una tavola rotonda fine a se stessa, ma una proposta fattiva di turismo etno- archeologico alla scoperta dei riti arborei “tra cielo e terra”.
Ancora una volta le risorse culturali ed archeologiche dell’area vengono indicate come “petrolio” per lo sviluppo della zona. In questo solco di marketing territoriale si inserisce anche un’altra iniziativa promossa da una agenzia di viaggi di Baiano: il primo pacchetto vacanze dedicato interamente al Mandamento. Cinque giorni di soggiorno (dal 9 al 13 dicembre) in una dimora storica gestita dalle suore con tour presso i siti archeologici di Avella (anfiteatro, castello e tombe romane) e le basiliche paleocristiane di Cimitile, abbinato ad un corso di scrittura teatrale. Iniziativa totalmente privata, ed è la prima di questo genere in questo territorio che sta riscoprendo la voglia di fare sistema e di mettere in mostra i propri tesori.
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